24 ottobre 2019
Aggiornato 06:00

Ius Soli, Roberto Calderoli avvisa la maggioranza: «Pronti alle barricate per bloccarlo anche stavolta»

Il Senatore della Lega: «Lo Ius Soli è morto e sepolto, lo abbiamo seppellito nella scorsa legislatura e nessuno lo farà risorgere»

La protesta dei leghisti in aula contro lo «Ius Soli»
La protesta dei leghisti in aula contro lo «Ius Soli» ANSA

ROMA - «Rieccolo! Lo stavamo aspettando e puntualmente ad un mese dalla nascita del Governo delle poltrone, delle tasse e degli immigrati ecco che arriva lo Ius Soli, auspicato questa mattina da Matteo Orfini. Attenzione, lo abbiamo bloccato nella scorsa legislatura e lo bloccheremo anche ora, se lo mettano bene in testa quelli del Pd». Lo dichiara il senatore leghista Roberto Calderoli, vice presidente del Senato. «Lo Ius Soli è morto e sepolto, lo abbiamo seppellito nella scorsa legislatura e nessuno lo farà risorgere, nemmeno questo governo di zombie. La legge attuale sulla cittadinanza va bene così come è, e come dimostrano i numeri di nuove cittadinanze ne abbiamo concesse anche troppe in questi ultimi anni», conclude Calderoli.

Nuovo Vietnam, maggioranza via alle 14

«Senato Vietnam, seconda puntata! Dopo essere riuscito ieri a far saltare la seduta della commissione Affari Costituzionali oggi siamo riusciti a sospendere la seduta dell'Aula del Senato, occupando i banchi del Governo. Lo abbiamo fatto perché ci hanno rifiutato di votare la calendarizzazione della mia mozione sull'ambiente su cui ci è stata impedita la discussione. Cosi dopo aver impedito nelle scorse settimane ai cittadini di tornare al voto oggi hanno impedito che un ramo del Parlamento si potesse esprimere e lo hanno fatto semplicemente perché la maggioranza che tanto si riempie la bocca di tagli ai costi della politica, il mercoledì pomeriggio alle 14 si era già squagliata perché se ne erano già tornati tutti a casa e non sarebbero stati in grado di garantire il numero legale! Che tristezza, questi blaterano di voler tagliare i costi della politica, prendono lo stipendio regolarmente e poi non vengono neppure a lavorare in Aula, che vergogna. E comunque questo è solo l'inizio».

Lunedì in Cassazione quesito referendum

«Ieri mattina il Consiglio regionale del Veneto ha espresso il suo voto favorevole per la richiesta di referendum per modificare la legge elettorale vigente a livello nazionale.È la prima Regione a farlo, altre ne arriveranno nei prossimi giorni. E lunedì mattina andremo in Corte di Cassazione a depositare il quesito referendario. In questo modo - ha aggiunto - sarà possibile far esprimere gli italiani già in primavera. Facciamo decidere i cittadini, dicano loro democraticamente se vogliono una legge elettorale chiara, in cui chi vince va a governare e chi perde va all'opposizione, senza giochini di palazzo per creare maggioranze diverse da quelle espresse dalle urne».