15 ottobre 2019
Aggiornato 12:30

Conte: «Accordo di Malta è risultato storico. Salvini non deve avere gelosia e invidia»

Il premier dopo l'accordo sui migranti: «Chi arriva in Italia, arriva in Europa, ma uno Stato sovrano deve decidere chi arriva. Su questo restiamo rigorosi»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

NEW YORK - «Salvini non deve avere gelosia e invidia. Abbiamo raggiunto, abbiamo compiuto un passo avanti storico che non era mai successo prima. Adesso, se si difende l'interesse italiano, bisogna guardare al risultato, non bisogna guardare a chi lo ottiene e a chi non lo ottiene. Questo primo passaggio di oggi a Malta segna questa svolta significativa, ma abbiamo ancora tanto da fare lungo la linea di una regolazione dei flussi migratori». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista a Skytg24 da New York dove partecipa al summit Onu. «Noi dovremo concentrare i massimi sforzi per tutelare queste persone perché queste persone che si avviano per mare sono persone che lo fanno per disperazione. Quel meccanismo, quindi, europeo ci servirà per gestire meglio un aspetto dell'intero fenomeno complesso. Dovremo evitare che sia un fattore incentivante», ha aggiunto il premier.

«No incentivi ad arrivi, restiamo rigorosi»

«Non accetteremo nessun meccanismo che possa essere incentivante per nuovi arrivi» di migranti, e la politica del governo in materia «sarà sempre una politica molto rigorosa, non arretreremo di un millimetro: uno Stato sovrano deve decidere chi arriva, rispetta le convenzioni internazionale ma deve contrastare traffici illeciti e immigrazione clandestina». Nel merito, Conte ha spiegato che «c'è una prospettiva di rotazione dei porti» di sbarco dei migranti salvati nel Mediterraneo» e che «c'è maggiore sensibilità dai nostri partner rispetto al passato. In passato non è che non ci sia stata, perchè Germania e Francia ci hanno risolto tanti casi emergenziali, hanno sempre partecipato alla redistribuzione. Ma ora di nuovo c'è la disponibilità a valutare un meccanismo solidaristico, anche temporaneo, migliore di un fine settimana passato al telefono...» a cercare accoglienza per i migranti.

«Far funzionare il meccanismo di rimpiatri»

Infine, «confidiamo di tornare presto con risultati concreti su un più efficace meccanismo di rimpatri: chi non ha diritto deve essere riportato al più presto al suo Paese, non potrà restare su territorio europeo». Un meccanismo che dovrà essere «totalmente europeo» perchè «ci permetterebbe di coinvolgere più Paesi rispetto ai rapporti bilaterali».