9 dicembre 2019
Aggiornato 05:30

Zingaretti replica alla decisione di Renzi: «Un errore dividere il PD. Ma ora pensiamo al Paese»

Il Segretario del PD (ritwittato da Franceschini): «La forza del Partito indispensabile per la qualità della nostra Democrazia». Martina: «Errore grave»

Nicola Zingaretti, Segretario del PD
Nicola Zingaretti, Segretario del PD ANSA

ROMA - «Ci dispiace. Un errore dividere il Pd, specie in un momento in cui la sua forza è indispensabile per la qualità della nostra democrazia». Così in un post su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti commenta la decisione di Matteo Renzi di uscire dal partito. «Ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo Partito democratico», conclude Zingaretti.

Franceschini ritwitta Zingaretti

Il ministro per i Beni culturali e capo delegazione del Pd al governo Dario Franceschini ha ritwittato il tweet del segretario Dem Nicola Zingaretti sull'uscita di Renzi dal partito. Nel tweet Zingaretti scrive «ci dispiace. Un errore dividere il Pd» ma ora è necessario «pensare al futuro».

Martina: «Errore grave»

«Uscire dal Pd è un grave errore. Non ho mai visto il centrosinistra rafforzarsi con le divisioni. E poi, adesso che siamo al governo, le nuove responsabilità verso il Paese richiedono più unità, non meno». Così l'ex segretario del Partito democratico Maurizio Martina intervistato dal Corriere della sera. «Le motivazioni sentite fin qui - aggiunge Martina - sono fragili e per tanti davvero incomprensibili. Non sono argomentazioni convincenti. Ci troviamo tutti di fronte a una sfida superiore, quella di dimostrare che siamo in grado di caricarci insieme di nuove responsabilità. Se guardo alle esperienze vissute, dividere la coalizione che sta al governo non ha mai aiutato il governo stesso. C'è il rischio di conseguenze non positive».

«Serve un cambio di passo»

«Servono coraggio e forza per fare un salto di qualità nel modo in cui concepiamo il Pd come casa dei democratici italiani. Serve un cambio di passo - prosegue Martina - per chiamare a raccolta tutti coloro che capiscono che non si cambia l'Italia soltanto con il governo, ma anche con un grande soggetto politico. E sbaglia anche chi immagina che questa divisione si possa addirittura incoraggiare. Io sono un ultras dell'unità, e penso che si debba stare insieme, a maggior ragione di fronte a questa destra che è ancora tanto forte e radicata nel Paese. Perciò oggi più che mai ritengo indispensabile il rilancio di un Pd aperto, pluralista, casa di tutte le culture riformiste. Se toccasse a me decidere, aprirei subito grande una costituente».