15 settembre 2019
Aggiornato 18:30

Braccio di ferro tra M5s e Pd: l'assalto di 200 aspiranti ai posti di Sottosegretario

Il Presidente del Consiglio vuole chiudere oggi, ma i 5 Stelle sono nel caos e chiedono più tempo. Lite tra alleati su energia, telecomunicazioni, editoria

Un «pensieroso» Giuseppe Conte
Un «pensieroso» Giuseppe Conte ANSA

ROMA (ASKANEWS) - Sui numeri c'è accordo, sui nomi ancora dei nodi devono essere sciolti. Per questo nonostante la fretta di Giuseppe Conte la partita dei sottosegretari potrebbe non essere chiusa oggi ma slittare «al più tardi a venerdì». Il premier vorrebbe portare le nomine in un Consiglio dei ministri convocato per le 15 e da Bruxelles ha «pungolato» le forze di governo. «Sarebbe buono riuscire a completare la lista della squadra per poter partire essere quanto prima attivi». Da Roma però si frena. Per questo, spiegano fonti di governo, all'Ordine del giorno del Cdm ci saranno sicuramente alcune leggi regionali e i sottosegretari solo «se la lista sarà pronta».

L'accordo sui numeri è sostanzialmente fatto

Dato che il totale dei membri del governo è fissato a 65 e che al momento sono stati nominati 21 ministri più il premier e più il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, i posti liberi sono 42. Di questi 22 toccherebbero al M5s, 18/19 al Pd e 1/2 a Leu.

«Mal di pancia» 5 Stelle

Il Movimento 5 stelle, non senza mal di pancia e tensioni, ha completato la lista dei suoi «candidati», composta a livello parlamentare. Per ogni casella da coprire è prevista una 'rosa' di 5 nomi. La scelta adesso è rimessa al capo politico Luigi Di Maio e, in ultima istanza, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nel Movimento le conferme dovrebbero riguardare Laura Castelli, Vittorio Ferraresi, Claudio Cominardi e Manlio Di Stefano. Anche Stefano Buffagni entrarà nella rosa, ma cambiando ministero. In entrata sono dati anche Francesco D'Uva, Giancarlo Cancelleri, Luca Carabetta, Giorgio Trizzino.

Il confronto nel PD

Anche nel Pd il confronto interno tra le diverse anime del partito non è stato indolore. Dei posti spettanti ai Dem 6 o 7 dovrebbero andare ai «renziani» e si fanno i nomi, tra gli altri, di Ascani, Marattin, Cociancich, Fiano, Malpezzi, Margiotta, Dario Stefano. Nella lista Pd, tra gli altri, ci sono in pole Antonio Misiani, Bruno Astorre, Marina Sereni, Andrea Martella, Lia Quartapelle, Walter Verini, Roberto Morassut, Lorenza Bonaccorsi.

Lite su energia, tlc, editoria

Per completare il puzzle, da sciogliere restano alcuni nodi relativi ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio (con deleghe rilevanti come quella all'Editoria, che dovrebbe andare al Pd), al Ministero dell'Economia, alle Infrastrutture, agli Interni. Ieri contatti e riunioni si sono susseguiti e andranno avanti anche nelle prossime ore, con l'obiettivo, non scontato, di chiudere la partita. Un incontro con il premier, non fissato ma che potrebbe tenersi questa mattina, potrebbe essere decisivo. «Ci proviamo ma non è detto di farcela: si chiude oggi o al più tardi venerdì», ripetono gli sherpa di entrambe le parti.