21 novembre 2019
Aggiornato 17:30

Governo, il PD valuta anche il Conte-bis senza vicepremier. Il nodo Di Maio per ora irrosolto

Oggi alla riunione dei capigruppo M5s e Pd hanno approfondito gli aspetti programmatici e i commenti sono stati tutti positivi facendo registrare passi avanti

Il capo politico dei 5 Stelle, Luigi Di Maio
Il capo politico dei 5 Stelle, Luigi Di Maio ANSA

ROMA - Rimane ancora lo 'scoglio' del ruolo di Luigi Di Maio nella trattativa tra M5S e Pd per la costituzione del nuovo governo. Dopo l'ok del Pd alla premiership di Giuseppe Conte, i dem ritengono di non poter dire di sì ad un esecutivo in cui il leader politico del M5s conservi l'incarico di vice presidente del Consiglio che aveva nel governo gialloverde.

Il nodo Di Maio per ora irrsolto

Il nodo non si è sciolto oggi e probabilmente non si scioglierà prima di domani sera, a ridosso delle consultazioni al Quirinale. Sicuramente il partito di Nicola Zingaretti non considera «di svolta» un governo con due vice premier a fianco del premier, che riprodurrebbe esattamente il format del governo dimissionario. E pur di evitarlo potrebbero anche essere disponibili, secondo una ipotesi presa in considerazione nel corso della giornata, ad un governo Conte 2 senza vicepresidenti del consiglio.

Passo avanti sul programma

Oggi alla riunione dei capigruppo M5s e Pd hanno approfondito gli aspetti programmatici e i commenti sono stati tutti positivi facendo registrare passi avanti. Di certo, se le due forze politiche vanno avanti sul lavoro programmatico, diventa poi difficile far saltare tutto per la questione del vice premier.

Di Stefano: «Riusciremo a portare nostri temi in intesa con Pd»

«Siamo alternativi a Lega e Pd, per me pari sono. Come siamo riusciti a portare i nostri temi nel contratto con la Lega, riusciremo a farlo col Pd. L'importante è che il Paese inizi a parlare la lingua del M5s: energia, ambiente, lavoro dignitoso». Lo ha detto Manlio Di Stefano, esponente M5s, lasciando l'assemblea dei parlamentari Cinque Stelle in corso a Montecitorio, dove «si stanno confrontando le varie anime del M5s, cosa pensano i vari parlamentari, è normale che sia così». Quanto all'incontro di domani con Mattarella che chiuderà le consultazioni, «domani da Mattarella andremo a fare il punto e lui deciderà se è il momento o c'è ancora da prendere tempo».