20 settembre 2019
Aggiornato 07:00

Nuova discontinuità PD: donne forti e niente voto su Rousseau per Conte-bis

Il Pd avrebbe avanzato alcune richieste ai 5 Stelle piuttosto forti e chiare alzando l'asticella, insieme al disco verde alla confermata premiership di Conte

Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio
Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio ANSA

ROMA (ASKANEWS) - Come caratterizzare «svolta» e «discontinuità» del governo giallo-rosso a guida Giuseppe Conte è tema centrale del confronto che vede da ore protagonisti a palazzo Chigi nello studio del vicepremier Luigi Di Maio, il capo politico M5s e il premier Conte da una parte ed il segretario e il vicesegretario Pd Nicola Zingaretti e Andrea Orlando.

Niente voto su Rousseau

Sotto questo aspetto, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari della possibile nuova maggioranza, il Pd avrebbe avanzato alcune richieste ai pentastellati piuttosto forti e chiare alzando l'asticella, insieme al disco verde alla confermata premiership di Giuseppe Conte stavolta non più in funzione di avvocato amministratore terzo del contratto fra diverse forze politiche come nell'alleanza con la Lega ma invece come premier politico targato e scelto dai Cinque stelle. Fra queste vi sarebbe la richiesta a M5s di rinunciare al voto sulla piattaforma Rousseau dell'alleanza, da affidarsi invece al solo voto delle assemblee dei gruppi parlamentari in nome di una ritrovata centralità della democrazia parlamentare rappresentativa.

Donne forti nell'Esecutivo

Una seconda richiesta di svolta e discontinuità da parte del Pd riguarderebbe una condivisa forte e qualificata presenza di donne nel nuovo esecutivo, a partire dalla possibile scelta di un donna in quota dem quale vicepremier unica di Giuseppe Conte premier in quota M5s. Se così fosse sarebbe la prima donna vicepremier della storia repubblicana e la responsabilità di governo più alta finora affidata a una signora. Per quest'incarico le stesse fonti fanno notare che l'assenza della vicesegretaria dem Paola De Micheli dall'incontro di questa sera può favorire meglio un confronto sul suo nome, dato in corsa anche per la prossima guida di dicasteri economici quali Sviluppo, Lavoro e Infrastrutture e Trasporti.

Tria possibile commissario UE

Fra gli altri dicasteri pesanti che potrebbero essere affidati a una donna, negli ambienti parlamentari della nuova maggioranza, si accredita in crescita la possibilità della prima guida rosa dell'Economia con il nome di Lucrezia Reichlin risuonato in giornata con insistenza sia per via XX Settembre che per la nomina del nuovo Commissario italiano alla Ue. Così come torna in pista anche quello di Elisabetta Belloni per la Farnesina. Infine in caso di trasloco forzato dall'Economia, Giovanni Tria è indicato come possibile commissario Ue con chance per un portafoglio economico che difficilmente la nuova Commissione Von der Layen e l'Europarlamento avrebbero affidato a un commissario sovranista targato Salvini dicastero. Così come - viene fatto notare - anche l'approdo a Bruxelles in Commissione della attuale ministra Elisabetta Trenta suonerebbe come upgrade fra la più dichiarata antagonista di Matteo Salvini e delle sue politiche nazionali ed internazionali di sicurezza e immigrazione dall'interno del defunto governo Conte primo.