20 settembre 2019
Aggiornato 07:30

Renzi ribadisce: «Serve un Governo istituzionale per mettere in sicurezza i conti e poi al voto»

L'ex Premier Matteo Renzi: «Necessario evitare aumento dell'Iva. L'importante è che Conte non strozzi il dibattito»

L'ex Premier Matteo Renzi
L'ex Premier Matteo Renzi ANSA

ROMA - «Io tramare con i 5 Stelle neanche sotto tortura» ma «c'è un caos, creato dal peggior governo della storia repubblicana che ha fallito tutti gli obiettivi: la crescita era +1,7% e è stata azzerata, l'Italia è stata isolata in Europa, c'è un clima di paura e di odio. Di fronte al fallimento penso che l'obiettivo sia tornare a votare dopo aver messo a posto i conti e quindi ho detto facciamo un governo istituzionale per evitare l'aumento dell'Iva». Lo ha ribadito il Matteo Renzi a Radio24. «Mi sembra saggio che nessuno di noi stia dentro il governo, io non ci sarò. Nessuno di noi chiede la benchè minima poltrona, anche quella di commissario Ue».

«Spero che Conte non strozzi dibattito»

«L'importante è che Conte non strozzi il dibattito. Se ci sarà io interverrò, me lo ha chiesto il capogruppo Marcucci» continua l'ex Segretario del PD riferendosi alle comunicazioni del premier previste per oggi pomeriggio al Senato.

«Per colpo di sole di Salvini arriva la recessione»

«Penso che chiunque abbia a cuore l'Italia non apre la crisi al buio. Salvini non ha fatto un colpo di Stato ma ha avuto un colpo di sole, all'improvviso è tornato e ha detto voglio pieni poteri, una frase drammatica per ministro degli Interni in carica, neanche nelle dittature sudamericane». Lo ha detto Matteo Renzi aggiungendo che se «aumenta l'Iva al 25%, cosa che avverrà con le elezioni a ottobre, per colpa del colpo di sole di Salvini al Papeete rischia di essere la goccia che fa scaturire una recessione che farebbe più danni del 2011».

«Ho paura di Salvini? Scelga il collegio e sfidiamoci»

«Salvini dice che Renzi ha paura, che è antidemocratico? Sono pronto a sfidare Salvini alle elezioni nel collegio di Firenze o in quello di Milano, scelga lui. Ma prima viene il Paese. Va evitato l'aumento dell'IVA. Prima i risparmi degli italiani, poi le ambizioni di parte. Poi pronto al confronto nel collegio e in TV».

«Governi populisti falliscono»

«Oggi crolla il sogno populista italiano. Tutta Europa prende atto che i populisti funzionano in campagna elettorale, falliscono al governo. In quattordici mesi hanno azzerato la crescita, isolato l'Italia, creato un clima d'odio. Hanno perso».

Nessun incontro con Carfagna

«Non vi è stato alcun incontro, men che mai a cena, tra il Senatore Matteo Renzi e la VicePresidente della Camera On Mara Carfagna. Il Senatore Renzi smentisce anche in modo categorico qualsiasi interesse verso la carica di commissario europeo». Lo precisa una nota dell'ufficio stampa di Matteo Renzi smentendo alcune ricostruzioni circolate ieri.

Pollastrini: «Primo dovere battere questa destra»

«L'immagine che mi viene in mente per questa crisi d'agosto è quella di diversi 'omini' (non paia offensivo) coinvolti in una mischia infinita. Ciascuno impegnato a sembrare il più forte. Uno di questi però, è ora il più acciaccato. E' il capo della Lega, il ministro 'la pacchia è finita', della 'zingaraccia' e di altre pagine buie di questi mesi. Per me lui rimane il vero avversario. Lo giudicavo tale anche quando altri giuravano che in quel governo erano tutti uguali». Così la deputata democratica, Barbara Pollastrini, interviene in merito alla crisi di governo.

«Valuteremo con serietà tutti gli scenari»

«Oggi - aggiunge - il premier riferirà al Senato. Immagino che si rechi al Quirinale a rassegnare le dimissioni, sue e dell'esecutivo, nelle mani del presidente Mattarella. Da quel momento la crisi sarà reale e spetterà al capo dello Stato assumere le prerogative che gli spettano. Sono d'accordo con Zingaretti: non temiamo le urne e siamo pronti alla sfida. Ma con serietà valuteremo gli scenari che potranno aprirsi. Il primo dovere è battere questa destra oscurantista, dal linguaggio violento, nemica delle donne e della dignità. Questo per me vuol dire o il voto o, se ci sarà un nuovo governo, che sia sorretto da una maggioranza in grado di produrre una svolta rispetto alle politiche dell'ultimo anno e rispetto ad alcune riforme sostenute in passato anche da noi e non apprezzate dai cittadini. Insomma, non credo che ciò sia possibile con appoggi dalle fila di Forza Italia o da qualche transfuga. Il tema non è un semplice ribaltone, ma l'avvio di un cambiamento possibile», conclude.