20 settembre 2019
Aggiornato 07:30

Crisi, la soluzione Prodi: Governo con «maggioranza Ursula»

Una coalizione di governo «Ursula», italianizzata «Orsola», tra le forze che a Strasburgo hanno eletto la nuova presidente della Commissione von der Leyen

Romano Prodi, padre nobile del Partito Democratico
Romano Prodi, padre nobile del Partito Democratico ANSA

ROMA - «Bisogna fare il possibile per evitare» la conclusione prematura della legislatura e il ritorno alle urne, secondo Romano Prodi, e bisogna «preparare le basi di una maggioranza costruita attorno a un progetto di lunga durata, sottoscritto in modo preciso da tutti i componenti della coalizione. E' un compito difficilissimo ma non impossibile», scrive l'ex presidente del Consiglio sul Messaggero. «Un esercizio di questo tipo - aggiunge Prodi - è stato messo in atto in Germania».

Coalizione filo europea «Orsola»

Per l'ex presidente della Commissione Ue, «è chiaro che l'accordo deve prima di tutto fondarsi sul reinserimento dell'Italia come membro attivo dell'Unione europea. Forse bisognerebbe battezzare questa necessaria coalizione filo europea 'Orsola', cioè la versione italiana del nome della nuova presidente della Commissione europea».

Governo di Legislatura

Secondo il fondatore dell'Ulivo, poiché la coalizione dovrebbe durare l'intera legislatura, è necessaria una previa «approvazione dettagliata, rigorosa e perfino pedante delle misure da prendere già a partire dalla prossima legge finanziaria che, secondo Salvini, avrebbe dovuto segnare la rottura con i nostri partner europei». Per Prodi vanno inoltre perseguiti «due fondamentali obiettivi: la riorganizzazione degli strumenti necessari per la ripresa economica e la messa inatto di una politica socialmente avanzata»: «Gli italiani - secondo Prodi - non sono angosciati solo dalle migrazioni (in entrata e in uscita) e il problema deve essere riesaminato insieme ai partner europei sia per l'aspetto dell'accoglienza sia per quello dell'inserimento. Tutti noi abbiamo anche una crescente paura di essere sempre meno garantiti nel campo della scuola e in quello della sanità».

Congressi per PD e M5s

Nell'editoriale intitolato «due congressi e un conclave per costruire un esecutivo», Prodi scrive che per i due protagonisti dell'accordo, Pd e M5S, «si deve pensare a qualcosa che possa perlomeno potersi paragonare a un congresso di partito. Non ho la minima idea di come possa svolgersi un congresso dei 5Stelle perché sono cresciuto con la convinzione che per confrontarsi sia necessario almeno guardarsi in faccia, ma ho un'idea ben chiara sulla necessità di aprire un dibattito nell'ambito del Partito democratico così che la posizione prevalente possa portare avanti in modo credibile e fermo le decisioni prese, senza che esse vengano continuamente messe in discussione anche ponendo sul tavolo l'ipotesi di scissione. Un dibattito ancora più necessario per preparare una posizione unitaria sul grande problema delle autonomie che - scrive il professore bolognese - non possono essere lasciate all'iniziativa di alcune Regioni ma che debbono coinvolgere 'prima gli italiani' e necessariamente 'tutti gli italiani' come veri protagonisti».