17 ottobre 2019
Aggiornato 13:01

Renzi elogia Berlusconi: «E' un rassicurante uomo delle Istituzioni»

Matteo Renzi guarda ad un governo istituzionale che coinvolga anche i grillini: «Sarà la sinistra a costituzionalizzare M5s o M5s a grillizzare la sinistra?»

Matteo Renzi, ex Segretario del Partito Democratico
Matteo Renzi, ex Segretario del Partito Democratico ANSA

ROMA - Matteo Renzi spiega al Giornale la sua strategia per uscire dalla crisi e spinge per un governo istituzionale, senza chiudere a Forza Italia. «Se devo basarmi sulle pessime parole della capogruppo Bernini in aula, Forza Italia è vittima della sindrome di Stoccolma verso Salvini. E tuttavia, anche se Fi si è tirata fuori dal governo istituzionale, convinta di poter avere qualche poltrona da un Capitano che non può garantirle neanche ai suoi, devo riconoscere che in quanto a rispetto delle istituzioni tra Berlusconi e Salvini c'è un abisso», afferma l'ex premier.

L'elogio a Berlusconi

«Abbiamo sempre criticato Berlusconi su questi temi. Ma non avevamo ancora visto un Salvini che chiede pieni poteri, pretende la convocazione del Parlamento, attacca Paesi alleati, sottrae competenze a ministri o addirittura al Colle. In Ue è un appestato come Le Pen, mentre Berlusconi ha una casa politica centrale. Di fronte alla sguaiata schizofrenia di Salvini, il Cavaliere è un rassicurante uomo delle istituzioni».

Serve un Governo istituzionale

Renzi guarda ad un governo istituzionale che coinvolga anche i grillini: «E' il grande rischio di questa operazione: sarà la sinistra a costituzionalizzare M5s o M5s a grillizzare la sinistra? Dal giorno dopo, la questione nel Pd sarà questa. Io resto fiducioso, ma molto dipenderà dall'accordo di governo». Quanto ai renziani, «faremo ciò che serve al Paese. Voteremo la fiducia, non chiederemo neppure uno strapuntino per noi e faremo proposte concrete per mettere in sicurezza l'Italia. Poi faremo il punto alla Leopolda dal 18 ottobre», afferma Renzi.

Salvini ha paura delle inchieste

Che spiega così il fatto che il leader della Lega non si dimette da ministro dell'Interno: «Da un lato Salvini ha paura: delle inchieste sui 49 milioni, sui rubli, di altre indagini. Dall'altro, Salvini è passato dal 17 al 34% grazie all'uso sapiente della macchina pubblica: le strutture ministeriali sono piene di giovani della Lega, a cominciare dal team della propaganda guidato da Morisi. Se Salvini si dimette, perdono all'istante il posto di lavoro. E la macchina della Lega ha finito i soldi per pagarli».

Calenda: «Iva scusa che non regge»

«Qualsiasi Governo dopo le elezioni ha il tempo di disinnescare le clausole Iva. Tutte le forze politiche hanno promesso che disinnescheranno le clausole Iva. Il come è politico non istituzionale. Questa è una scusa che non regge per fare il Governo con i 5S». Così Carlo Calenda, eurodeputato del Partito Democratico, replica a Matteo Renzi che su Facebook oggi ha scritto: «Andare a votare a ottobre con l'effetto di aumentare l'Iva al 25% è folle».

Anzaldi: «Calenda attacca Renzi con le stesse parole di Salvini»

«Calenda contro Renzi usa gli stessi argomenti e addirittura le stesse parole di Salvini. Per un po' di visibilità sta attaccando da giorni l'unico vero leader che ha dimostrato di saper fare opposizione al capo della Lega. Se oggi Salvini è sconfitto, se è stato costretto a fare marcia indietro, se è finito a mendicare dai cinque stelle un rimpastino pur di salvare la sua poltrona, lo si deve alla strategia vincente di Renzi, come peraltro scrivono giornali italiani e internazionali». Lo scrive su Facebook il deputato del Partito democratico, Michele Anzaldi. «Calenda invece polemizza, alza polveroni, cerca visibilità per lanciare la sua scissione dopo essere stato eletto all'europarlamento grazie al Pd: su questo - aggiunge - le misteriose fonti anonime della segreteria Pd, tanto solerti ad attaccare Renzi, non hanno nulla da dire?».