23 agosto 2019
Aggiornato 07:30

Fontana e Zaia al Premier Conte: «Vogliamo un'autonomia vera»

Lettera dei Governatori al Presidente del Consiglio. «Aperti a dialogo ma ci proponga una bozza seria». Toti: «Coinvolgere anche le altre Regioni»

Luca Zaia e Attilio Fontana, presidenti delle regioni Veneto e Lombardia
Luca Zaia e Attilio Fontana, presidenti delle regioni Veneto e Lombardia ANSA

ROMA - «Vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai». Mentre il tema dell'autonomia differenziata sta facendo tremare il governo i governatori di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, si rivolgono al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con una lettera pubblicata sul Corriere della Sera, dopo la lettera aperta del premier ai cittadini delle due regioni. I governatori ribadiscono che l'autonomia che chiedono «si basa su quanto dice la Costituzione, la nostra richiesta di avere competenza rispettivamente su 20 e su 23 materie si basa su quanto recita l'articolo 116, terzo comma».

Zaia e Fontana: Non chiediamo più risorse

Riferiscono di sentirsi «profondamente feriti» dalle esternazioni di Conte e si soffermano su uno dei nodi del dossier, quelle legato alle risorse finanziarie. «Non si chiedono più risorse - sostengono - ma semplicemente la possibilità di spendere in autonomia quelle che ci sono già assegnate. La Costituzione permette di poter realizzare una autonomia 'differenziata' proprio perché riconosce le diversità che ci sono fra zone del Paese. E noi riconosciamo la necessità di avere fondi perequativi garantiti dallo Stato. Chiediamo soltanto di poter spendere in autonomia le risorse a noi assegnate».

Aperti al dialogo

Fontana e Zaia si dicono quindi «aperti al dialogo» e «pronti a cambiare opinione se il testo delle intese sarà capace di rispondere alle esigenze della vita vera che abbiamo provato a descrivere. Ma se si continua con una farsa, come accaduto finora, è evidente che non firmeremo nulla. Formuli una bozza di intesa seria da proporci - conclude la lettera dei governatori a Conte - quindi con altrettanta velocità saremo in grado di replicare in modo costruttivo. Al presidente del Consiglio deve essere però chiaro che noi non firmeremo un accordo senza qualità come quello che per ora si sta profilando».

Toti: Coinvolgere anche le altre Regioni

«Il rischio di un'Italia a 2, 3, 4 velocità non è dato dall'autonomia differenziata, che non c'è, ma dal centralismo esasperato dello Stato. Non nuovo, ma oggi rinnovato dall'atteggiamento di chiusura del M5S, che non risponde alle istanze che vengono dai territori, come è evidente dal No Tav, dalle decisioni sull'Ilva, dall'immobilismo sulla Gronda. L'autonomia non è la malattia ma la cura». Lo spiega in un'intervista al Corriere della Sera, il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.

Il Governo ci convochi

«Lavorano, bene, ma sono anni che si lavora e i nodi sono sempre lì: io non chiedo per la mia Regione l'autonomia sulla scuola ma di temi sul tavolo ce ne sono moltissimi. Per noi ad esempio cruciale sarà quello della gestione delle infrastrutture, dei porti, che sarà un grande snodo. E allora va bene ascoltare chi ha dato il calcio di inizio, ma anche le altre Regioni devono essere coinvolte. Il governo ci convochi e chiarisca il quadro generale nel quale ci si muove».