15 novembre 2019
Aggiornato 01:30
L'inchiesta

Lega-Russia, il procuratore di Milano Greco: «Indagini lunghe e laboriose. Sentire Salvini? Assolutamente no»

Non dovrebbero esserci ulteriori interrogatori all'indomani di quello di Savoini, indagato per corruzione internazionale, che comunque ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere

Il Procuratore di Milano, Francesco Greco
Il Procuratore di Milano, Francesco Greco ANSA

MILANO - Almeno per il momento, i magistrati milanesi che indagano sui presunti fondi russi alla Lega non hanno necessità di ascoltare il segretario del Carroccio, Matteo Salvini. Lo ha assicurato il procuratore di Milano, Francesco Greco, che a domanda specifica ha risposto: «Assolutamente no». Il magistrato ha, inoltre, tenuto a sottolineare che le indagini sul presunto accordo petrolifero con la promessa di un finanziamento da 65 milioni di euro a favore della Lega saranno «lunghe, laboriose, complesse e internazionali».

«Se facciamo la rogatoria, poi serve tempo per tradurla»

In mattinata, prima di essere stato «intercettato» dai cronisti riuniti fuori dal suo ufficio al quarto piano del Palazzo di Giustizia di Milano, Greco ha avuto un lungo colloquio con il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale, il magistrato che coordina le indagini condotte dai pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro. «E' stato un confronto di idee», ha spiegato il procuratore di Milano. Quanto, infine, alla possibile rogatoria internazionale in Russia, Greco non ha fornito nessuna indicazione sulla tempistica: «Se la facciamo, poi serve tempo per tradurla», si è limitato a dire.