23 luglio 2019
Aggiornato 04:30

Buzzfeed pubblica testo di audio segreto di un incontro su presunti finanziamenti Russia-Lega. Salvini: «Pronto a querelare»

L'incontro all'hotel Metropol: tre italiani e tre russi. Tra questi ultimi uno dei collaboratori del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini: Gianluca Savoini

Video Euronews

ROMA - Una riunione all'hotel Metropole di Mosca. Sei uomini presenti: tre russi e tre italiani. Tra questi ultimi uno dei collaboratori del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini: Gianluca Savoini. Oggetto dell'incontro: la possibilità di far arrivare milioni di fondi russi al partito guidato da Salvini. Questo il quadro che secondo Buzzfeed emerge da registrazioni audio realizzate durante la riunione, delle quali il sito usa pubblica una trascrizione.

6 le persone coinvolte

La riunione risale allo scorso ottobre e i sei uomini, nell'appuntamento presso l'iconico hotel di Mosca, formalmente sono lì per fare un accordo petrolifero. Ma nella trascrizione della registrazione si sentirebbero, secondo BuzzFeed, trattative per un accordo per convogliare decine di milioni di dollari dal petrolio russo alla Lega. In un frammento audio pubblicato dal sito americano, si sente una voce attribuita a Savoini che dice in inglese: «Noi vogliamo cambiare l'Europa. Una nuova Europa deve essere vicina alla Russia, come era prima, perché noi vogliamo la nostra sovranità».

Il «Trump» europeo

Le trascrizioni mostrano la parte russa particolarmente entusiasta di Salvini, che viene definito come il «Trump europeo». Lo stesso Salvini, che non era alla riunione, il giorno prima aveva incontrato il vicepremier russo Dmitry Kozak e Vladimir Pligin di Russia unita, il partito di Putin. Non è chiaro a BuzzFeed se i negoziati del Metropol abbiano davvero portato a un accordo. Ma, secondo il sito americano, si tratta della prima prova concreta che la Russia ha almeno tentato di finanziare movimenti populisti e di estrema destra in Europa.

Sospetti su altri esponenti sovranisti europei

Diversi esponenti del fronte sovranista europeo sono stati recentemente sospettati di aver preso soldi dalla Russia. La francese Marine Le Pen si è dovuta difendere dall'accusa di aver preso 11 milioni di euro da banche russe nel 2014. La leader del Front National disse allora che si trattava di un accordo commerciale, senza alcun valore poltiico. Invece uno dei principali sostenitori della Brexit, il britannico Arron Banks, deve spiegare l'origine di una donazione di 8 milioni di sterline per la campagna per l'uscita dall'Ue, che si sospetta essere di provenienza russa. Ma il caso più eclatante è quello del leader del partito di estrema destra austriaco FPOE, Heinz-Christian Strache, che è stato costretto alle dimissioni dopo che la Sueddeutsche Zeitung ha pubblicato un video in cui lo si vede discutere lo scambio di contratti pubblici in cambio di un sostegno russo.

Il «negoziato» sarebbe durato un'oro e un quarto

«Salvini è il primo uomo che vuole cambiare tutto in Europa», dice Savoini nell'audio, secondo BuzzFeed, segnalando la volontà di costituire una «grande alleanza» con i «partiti che sono pro-Russia», facendo riferimento alla Le Pen e al partito di estrema destra tedesco AfD. Il negoziato, che sarebbe durato un'ora e un quarto, avrebbe coinvolto - secondo il sito americano - una compagnia petrolifera russa che avrebbe dovuto vendere 3 milioni di tonnellate di carburante in un anno alla compagnia italiana Eni per un valore di 1,5 miliardi di dollari. La compravendita di questo petrolio avrebbe interessato intermediari, a cui i venditori avrebbero dovuto applicare uno sconto a queste transazioni. Lo sconto finale sarebbe dovuto essere 65 millioni di dollari, sulla base dei prezzi del petrolio dell'epoca e secondo i calcoli che BuzzFeed ha affidato ad analisti di settore. Questo ammontare sarebbe dovuto segretamente andare, sempre via intermediari, nelle casse della Lega, a dire del sito americano.

L'«ottimismo» di Savoini

«E' semplicissimo», direbbe durante la riunione uno degli italiani presenti, secondo BuzzFeed. «La pianificazione fatta dai nostri politici è che, a uno sconto del 4 per cento, 250mila tonnellate più 250mila per mese, potrebbe sostenere una campagna elettorale». Savoini - afferma ancora BuzzFeed - avrebbe espresso nella riunione ottimismo sulla possibilità che l'accordo potesse essere chiuso. E i tre italiani, ancora, ci avrebbero tenuto a precisare di «non voler far soldi» per loro stessi. «Noi vogliamo sostenere una campagna politica che è di beneficio, direi di mutuo beneficio, per i due paesi».

L'articolo de L'Espresso

A febbraio di quest'anno il settimanale L'Espresso aveva parlato della riunione del Metropol per la prima volta. Allora lo staff di Salvini aveva parlato di «fantasie» e lo stesso Savoini aveva detto all'agenzia di stampa ufficiale russa Sputnik di non aver preso parte ad alcun negoziato. Contattato lunedì da BuzzFeed, Savoini ha detto di «non aver tempo da buttare in queste cose» e ha ventilato la possibilità di un ricorso agli avvocati. In relazione invece all'incontro di Salvini il 17 ottobre con il vicepremier Kozak nell'ufficio di Pligin, di cui aveva parlato L'Espresso, lo stesso leader della Lega aveva detto di non ricordare. Kozak, rispondendo a BuzzFeed, ha negato l'incontro attraverso il suo portavoce.

La smentita di ENI

Anche Eni, per conto suo, ha smentito a BuzzFeed in un'email: «Eni ribadisce con forza che non ha preso in alcun modo parte a transazioni che puntino a finanziare partiti politici. Per di più, l'operazione di fornitura descritta non ha mai avuto luogo». Il sito americano non è stato in grado di identificare gli altri cinque partecipanti alla riunione. Uno degli italiani è definito Luca, l'altro Francesco. I tre russi sono chiamati Ilya, Yuri e Andrey. I russi, inoltre, fanno chiaramente riferimento a figure superiori non partecipanti alla riunione. E dal dialogo si capisce che quella del Metropol non sarebbe la prima riunione sull'argomento.

Salvini: «Mai preso un rublo. Pronto a querelare»

«Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di wodka di finanziamento dalla Russia». Il ministro dell'Interno Matteo Salvini replica così alle notizie pubblicate dal sito online britannico Buzzfeed.