6 dicembre 2019
Aggiornato 06:00

Meloni: «Su nazionalizzazione Banca d'Italia non cederemo di un passo»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Banchieri e usurai ringraziano per svolta ideologica del MoVimento 5 Stelle». Osnato e Acquaroli: «Governo sovranista solo a parole».

La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni
La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ANSA

ROMA - «Il disegno di legge di Fratelli d'Italia di nazionalizzazione di Banca d'Italia sta scatenando i cani da guardia dei banchieri e del sistema finanziario. Buon segno. Oggi si è mosso anche il Movimento 5 Stelle che, smentendo tutto quello che aveva raccontato in rete e sul sacro blog, chiede addirittura la soppressione dell'intera legge diffondendo anche la balla secondo cui la nazionalizzazione di Bankitalia metterebbe addirittura in crisi i fondi pensione. Banchieri e usurari ringraziano per la svolta ideologica grillina». Lo dichiara il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Fratelli d'Italia non cederà di un passo

«Vale quindi la pena ricordare - prosegue - che Fratelli d'Italia intende riportare sotto totale controllo pubblico la Banca centrale italiana (e risolvere anche in questo modo la questione della proprietà delle riserve auree italiane) pagando agli azionisti privati le proprie quote. Fratelli d'Italia sarà ben felice di illustrare nel dettaglio, alla prima occasione utile, la modalità studiata in modo da non compromettere la tenuta dei conti pubblici. Si rassegnino i vecchi e novelli paladini dei poteri forti e del sistema finanziario: noi su questa storia non cederemo di un passo».

Governo sovranista solo a parole

«E' paradossale che rispetto alla proposta di legge Meloni sulla nazionalizzazione di Bankitalia la Camera dei deputati abbia ritenuto opportuno richiedere un parere alla Bce». Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati di Fratelli d'Italia Marco Osnato e Francesco Acquaroli, componenti della commissione Finanze della Camera. «Inoltre - aggiungono i deputati di FDI - dal parere della Bce non si evince l'impossibilità della nazionalizzazione e della proprietà delle riserve. A fronte di questo quadro, gli emendamenti della maggioranza non si pongono l'obiettivo di superare le criticità evidenziate ma esclusivamente di affossare la proposta. La sovranità tanto enunciata a parole dal governo grilloleghista è di fatto naufragata nei fatti alla prima occasione utile».