14 novembre 2019
Aggiornato 22:00

Salvini: «Europee? Un referendum tra la vita e la morte». Di Maio ricorda: «A Renzi non andò bene»

È un botta e risposta secco, l'ennesimo, quello che caratterizza oggi la giornata di campagna elettorale dei due vicepremier

Luigi Di Maio con sullo sfondo Matteo Salvini
Luigi Di Maio con sullo sfondo Matteo Salvini ANSA

MILANO - Le prossime elezioni Ue saranno «un referendum tra la vita e la morte», dice Matteo Salvini. Attento, replica Luigi Di maio, a Matteo Renzi lanciare un referendum su sè stesso «non gli è andata bene». È un botta e risposta secco, l'ennesimo, quello che caratterizza oggi la giornata di campagna elettorale dei due vicepremier.

Salvini: «Non saranno elezioni ma un referendum»

«Il 26 maggio - chiarisce Salvini in un comizio a Sanremo, ribadendo lo stesso concetto successivamente ad un incontro elettorale a Fossano (Cn) - non saranno elezioni ma un referendum. Se volete i vecchi votateli, se sperate in qualcosa di nuovo svegliate chi ancora dorme perché dove governa la Lega si vede». Per il ministro dell'Interno il voto «sarà un referendum tra la vita e la morte, tra il futuro e il passato. O questa Europa la riprendiamo per i capelli adesso e la ripuliamo e la lasciamo più libera, la ripuliamo per in nostri figli, oppure, se domenica non andiamo a votare, ai nostri figli lasceremo uno stato islamico fondato sulla precarietà e sulla paura e io non voglio ragazzi e ragazze che crescano con la precarietà e la paura nel cuore e nella testa».

La replica di Di Maio

Rapida arriva la replica, sia pure indiretta, del capo politico di M5S. «L'ultimo che ha parlato di referendum - ha ricordato Di Maio parlando in un comizio a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia - è stato Renzi e non gli è andata bene. Io non sfido gli italiani, li rappresento. Gli italiani alle europee dovranno scegliere tra che si vuole tenere gli indagati per corruzione nelle istituzioni e chi no. Chi abbassa le tasse nei comizi e chi, invece lo fa davvero. Chi aiuta le persone con il salario minimo, e chi non lo vuole fare. Chi dice che la donna deve stare chiusa in casa a fare più figli».