21 maggio 2019
Aggiornato 14:00
Caso Siri

Fonti M5s: «Quali sono i rapporti tra Arata e Salvini? Qualcosa non torna»

«Leader leghista dice non conoscere Arata, perchè allora lo propose a vertici Arera». Di Maio: «Mi fido di Salvini, meno di chi gli sta intorno»

Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti
Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti ( ANSA )

ROMA - «Salvini ha detto di non conoscere Arata e di averlo visto una sola volta nella vita, allora perché lo propose ai vertici di Arera? Perché gli lasciò redigere il programma energetico della Lega? Perché condivise sul suo profilo ufficiale Twitter le proposte di Arata considerandolo un uomo della sua squadra? Perché si avvalse dell'intermediazione del figlio Francesco per incontrare Steve Bannon? E perché l'altro figlio di Arata, Federico, recentemente è stato assunto da Giorgetti a Palazzo Chigi? Qualcosa non torna, non capiamo quali siano i reali rapporti tra Arata, Salvini e la Lega». Lo fanno sapere fonti M5s.

Di Maio: Conte interverrà e Siri dovrà lasciare

Il premier Giuseppe Conte interverrà e costringerà il sottosegretario Siri alle dimissioni. Ne è convinto il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo, economico, Luigi Di Maio. In un'intervista al Corriere della Sera, il capo del M5S assicura però sulla tenuta della maggioranza: «Il governo è uno e c'è un contratto. Non si è rotto nulla, per noi va avanti. Vogliamo fare tante cose e in squadra. Mi auguro valga lo stesso per la Lega. Sapevo che non sarebbe stato semplice. Non mi delude la Lega, mi impensierisce quando evoca crisi di governo irresponsabili».

Mi fido di Salvini, meno di chi gli sta intorno

Di Maio si fida ancora dell'alleato Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell'Interno: «Di lui sì, meno di chi gli sta intorno». Il riferimento è «a questo Paolo Arata che avrebbe scritto il programma sull'energia della Lega, che lo propose alla guida dell'Autorità Arera e che, per le inchieste, è il faccendiere di Vito Nicastri, vicino alla mafia. Credo che la Lega debba prendere le distanze da lui e chiarire il suo ruolo, visto che il figlio è stato assunto da Giorgetti».

Il leader della Lega deve rispondere ai cittadini

Secondo l'esponente cinquestelle, Salvini «deve rispondere ai cittadini, non a noi. Noi abbiamo fatto quello che dovevamo, togliendo le deleghe a Siri. Questo attaccamento alla poltrona non lo capisco. Gli abbiamo chiesto un passo indietro. Continui a fare il senatore, non va mica per strada. Certo che Conte dovrebbe spingerlo alle dimissioni. E lo farà, ne sono sicuro. Deciderà lui come». Sulla lotta alla mafia arriva poi un'altra stoccata a Salvini: «Non è con un comizio che si combatte la mafia, servono misure vere e il buon esempio della politica. Noi abbiamo presentato proposte sul voto di scambio e contro la corruzione, di cui la mafia si nutre». Di Maio esclude infine un dialogo con il Pd di Zingaretti: «Non vedo nessun nuovo Pd. E' gente da salotto. Cantano 'bella ciao', aiutano le banche e alzano le tasse».