20 ottobre 2019
Aggiornato 05:00

Di Maio: «Sull'innocenza di Siri decidono i Giudici, non la politica»

Il vicepremier e leader dei 5 Stelle intervistato da Repubblica non arretra: «Mi auguro potrà dimostrarla, ma noi non siamo Berlusconi»

Video Agenzia Vista

ROMA - «L'innocenza la decidono i giudici, non la politica. Quello era Berlusconi. Io mi auguro che lui possa dimostrare la sua innocenza. Ma qui si tratta di opportunità politica. C'è un'indagine per corruzione in cui c'entra anche la mafia, non è uno scherzo. E c'è di mezzo un faccendiere che sembra essere un link tra Forza Italia e Lega». Il vicepremier leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio, intervistato da Repubblica, non arretra dalla richiesta di dimissioni dal Governo del sottosegretario leghista Armando Siri, indagato per corruzione nell'inchiesta sull'eolico.

Non credo ai complotti

«Io - sottolinea Di Miao . non credo ai complotti, non penso ci creda neanche la Lega. Se dice DI essere innocente va bene, ma lo devono stabilire i magistrati, tutto qua. Io non dico che Siri debba andare a casa: può continuare a fare il senatore in attesa di rientrare. Non è che perde il lavoro. Noi intanto gli abbiamo già tolto le deleghe e dunque abbiamo sterilizzato il suo operato. E' stata una misura presa in via precauzionale a tutela del governo e delle istituzioni».

La mia è una valutazione politica

In ogni caso, ha concluso il leader M5S su Siri, «qui nessuno obbliga nessuno: deve essere chiaro». Perchè «la mia stata una valutazione politica e credo di avere la libertà di farla».

D'Uva a Siri: Serve passo di lato

«Siamo davanti a un caso di corruzione dove ci sarebbero anche legami con la mafia. Per questo chiediamo al sottosegretario Siri di chiarire la sua posizione il prima possibile e speriamo lo faccia. Poi per una questione di opportunità politica e non gettare ombre sul governo è anche il caso che faccia un passo di lato, anche momentaneo». Lo afferma ai Tg Rai il capogruppo di M5s alla Camera, Francesco D'Uva sul caso Siri. «Infine, chiederemo chiarimento sull'assunzione del figlio di Arata da parte della Lega», conclude.