20 maggio 2019
Aggiornato 01:00
Forza Italia

Brunetta al Governo: «Misure assistenzialiste puniscono gli imprenditori»

Il responsabile della politica economica di Forza Italia: «Con l'entrata in recessione dell'Italia, la produzione e, quindi, le vendite e i profitti del sistema aziendale italiano, sono crollati»

Renato Brunetta
Renato Brunetta ( ANSA )

ROMA - «Il credit crunch, la stretta creditizia degli istituti di credito, è tornato prepotentemente alla ribalta nell'economia italiana. Le vittime, come al solito, sono le imprese. Con l'entrata in recessione dell'Italia a partire dallo scorso dicembre, la produzione e, quindi, le vendite e i profitti del sistema aziendale italiano, sono crollati. Contemporaneamente, la pressione fiscale sulle stesse è aumentata dopo l'approvazione dell'ultima Legge di Bilancio». Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia.

Puniti gli imprenditori

«Per finanziare le misure tanto assistenzialiste quanto nocive del reddito di cittadinanza e delle quota 100, infatti - sottolinea l'ex ministro - il Governo ha dovuto cercare le risorse altrove e, forte dell'ideologia anti-capitalista che lo caratterizza, ha scelto di punire gli imprenditori, aumentando loro le tasse. Ecco che allora la naturale conseguenza di questa politica è stata un peggioramento forte dei bilanci. Difficile, a quel punto, per un imprenditore andare in banca e ottenere nuovo credito».

Anche Confcommercio lancia allarme Iva

«La crescita miracolosa generata dagli incentivi fiscali promessa dal Governo è l'ennesima propaganda che sarà smascherata presto dai controllori, nazionali e comunitari, del bilancio. A fronte di promesse strabilianti, la realtà economica è invece molto più cruda per famiglie e imprese italiane. L'allarme sull'aumento dell'IVA è stato lanciato anche oggi dalla Confcommercio, che ha ricordato come gli oltre 50 miliardi di euro di maggiore prelievo Iva renderebbero il biennio 2020/2021 pesantissimo per famiglie e imprese. Secondo la Confcommercio la crescita sarà pari soltanto al +0,3% quest'anno e al +0,5% l'anno prossimo. Nel caso scattassero davvero le clausole di salvaguardia, ogni famiglia pagherebbe, in media, circa 890 euro di maggiori tasse indirette. Una cifra insostenibile per la maggior parte delle stesse, che comporterebbe un crollo dei consumi e, di riflesso, della produzione. Stante la situazione attuale dei conti pubblici, tuttavia, non sembra che una reale alternativa all'aumento sia possibile, ringraziando questo Governo di buoni a nulla che ha fatto credere agli italiani sempre l'esatto contrario».