24 maggio 2019
Aggiornato 00:30
Governo

Tav, Giorgetti: «Analisi costi-benefici ha convinto Conte ma non noi»

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: «Bene ridiscutere opera che può riequilibrare sforzo italiano, ma per fermare definitivamente la Tav serve un passaggio parlamentare»

Il Sottosegretario Giancarlo Giorgetti con il vicepremier, Matteo Salvini
Il Sottosegretario Giancarlo Giorgetti con il vicepremier, Matteo Salvini ( ANSA )

ROMA - Sfruttare la clausola di dissolvenza della normativa francese per rinviare i bandi e far partire, domani, solo gli avvisi sulle manifestazioni di interesse per la Tav, prevista dalla normativa francese, è una «facoltà che ci siamo ripresi e abbiamo fatto bene a farlo. Possiamo approfondire l'analisi costi-benefici che ha convinto Conte ma magari non ha convinto molto noi». Così il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti, intervistato a «In mezz'ora».

Bene ridiscutere opera

Il premier Conte, ha detto Giorgetti, è stato «chiaro»: ridiscutere il progetto, quindi non solo escluderlo ma rivederlo in alcune parti con Francia e Unione europea. Il progetto «ha dei punti di forza ma anche di debolezza, deve essere discussa con il governo francese perché anche il governo francese dovrà valutare l'opportunità di fare e come continuare questa opera» e «soprattutto c'è la necessità di ridiscutere le condizioni economiche perché ricordo che non so per quale motivo l'Italia si è caricata sostanzialmente una quota di costi maggiore rispetto a quella sostenuta dalla Francia. Può darsi che questa fase permetta di riequilibrare in modo corretto e paritario la contribuzione finanziaria».

Stop definitivo solo con passaggio parlamentare

«Per fermare definitivamente la Tav serve un passaggio parlamentare, sovrano per queste decisioni». Alla domanda se ritiene possa essere un problema un passaggio parlamentare che potrebbe mettere in evidenza lo scontro sul tema tra lega e M5S, Giorgetti ha tagliato corto: «sicuramente questo è un problema, ma aspettiamo fiduciosi il lavoro del presidente del consiglio» affinchè possa portare a «discutere i contenuti del progetto».

«La proceduta di gara - ha detto Giorgetti - prevede che per sei mesi non ci siamo obblighi per le parti poi naturalmente bisogna capire l'esito del negoziato» con l'Europa e la Francia e «lì si andrà anche in Aula a vedere di votare un trattato modificato».

Salvini: con Di Maio non ci siamo sentiti ma ci sentiremo

«Ho dormito un sacco perché avevo un po' di sonno arretrato e adesso vado a recuperare mia figlia e poi domani mio figlio. Sicuramente ci sentiremo. Ci siamo sentiti più con lui e con Conte in questi nove mesi che con i miei parenti e, quindi, continueremo a farlo. Non c'è crisi e nulla di cui preoccuparsi. L'ultima cosa di cui hanno bisogno gli italiani è il caos». Lo ha detto il leader della Lega e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, rispondendo alla domanda se avesse sentito Luigi Di Maio nel corso dell'intervista ad Affaritaliani.it a margine della colazione per festeggiare il compleanno del leader della Lega organizzata a Milano dall'associazione Amici della Lirica.