24 giugno 2019
Aggiornato 19:00
Sicurezza

L'annuncio di Salvini: «Presto regaleremo agli italiani la nuova legge sulla legittima difesa»

Il patto Lega-M5S regge e il soccorso delle forze di centrodestra garantisce numeri larghi. Ma anche la legittima difesa stressa la tenuta della coalizione parlamentare di maggioranza

Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini
Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini ( ANSA )

ROMA - «Presto regaleremo agli italiani» la nuova legge sulla legittima difesa. L'annuncio di Matteo Salvini, che vede in arrivo l'ok definitivo entro oggi, non appare lontano dal realizzarsi: il patto Lega-M5S regge, modifiche dal partner di governo non ne vengono proposte, il soccorso delle forze di centrodestra garantisce numeri larghi. Ma anche la legittima difesa stressa la tenuta della coalizione parlamentare di maggioranza: nelle votazioni dell'aula della Camera sugli emendamenti non mancano tra i deputati del Movimento 5 stelle le assenze «ingiustificate» (cioè di parlamentari che non sono in missione o in malattia). E nel voto segreto, arrivano anche i franchi tiratori. Mentre, curiosamente, il dibattito dell'assemblea si svolge in sostanza fra Pd, Forza Italia e Fratelli d'Italia: la maggioranza, come è stato fatto rilevare in più occasione dai parlamentari dem, tace e vota.

Scontro sull'articolo 1

Lo scontro politico in aula a Montecitorio si concentra oggi sull'articolo 1, il cui carattere più significativo è l'introduzione della legittimazione della difesa armata in qualsiasi condizione, attraverso l'introduzione della parola «sempre» dopo il verbo «sussiste» all'articolo 52 del Codice penale laddove parla del rapporto di proporzione fra offesa e difesa. Il provvedimento è di fatto una bandiera della Lega, agli stellati non è stato concesso spazio per proporre modifiche e così gli assenti del M5S sono numerosi: una volta 29, una volta 32 (missioni a parte). Tra gli assenti, qualche parlamentare già in dissenso con le posizioni del gruppo sul decreto sicurezza o sulle recenti mozioni in materia di global compact sulle migrazioni, come Yana Chiara Ehm, Doriana Sarli, Gilda Sportiello.

Segnali di malumore dall'interno della maggioranza

La maggioranza non corre reali rischi numerici perché la legittima difesa faceva parte del programma del centrodestra e gode del favore di Forza Italia e di FdI (che pure chiedono modifiche, tutte bocciate in aula, essendo un provvedimento in seconda lettura, già approvato dal Senato e che quindi va portato in fondo senza modifiche se si vuole dar corpo all'auspicio di Salvini). Ma su un emendamento del deputato del Pd Alfredo Bazoli (1.10) che i segnali di malumore dall'interno della maggioranza diventano più concreti. Il voto è segreto, ma i votanti previsti a favore sono 92 del Pd, 12 di LeU, 6 del gruppo misto. I favorevoli all'emendamento sono invece 125. Piccola salva di avvertimento, che non avrà conseguenze, ma dimostra che la navigazione della coalizione gialloverde continua a tenere in sofferenza il partner di maggioranza relativa, quel M5S già punito nelle elezioni regionali e minacciato da un vero e proprio crollo nei sondaggi d'opinione.