19 luglio 2019
Aggiornato 02:00
L'autorizzazione a procedere

Matteo Salvini e il caso Diciotti: «Consultazione online su di me? Dormo tranquillissimo. Se servirà lo rifarò»

Il Ministro dell'Interno: «Sono convinto di aver difeso il bene, la sicurezza e i confini del mio Paese. Per Governo non cambierà nulla»

Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini
Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Io dormo tranquillo perchè penso, e anzi sono convinto, di aver difeso il bene, la sicurezza e i confini del mio Paese». E in ogni caso «ognuno voti secondo coscienza: non voglio influire o insegnare niente a nessuno». Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, ministro degli Interni e leader della Lega, rispondendo ai giornalisti sul voto dei senatori in particolare M5s, sull'autorizzazione a procedere per il caso Diciotti.

Ognuno voti secondo coscienza

«Sono orgoglioso delle azioni che abbiamo fatto, poi ognuno voti secondo coscienza. Rendo però noto - ha sottolineato ancora Salvini, parlando a Palau prima tappa del tour elettorale odierno in Sardegna in vista delle Regionali - che ad oggi i dati del ministero dell'Interno dicono che gli sbarchi sono fermi a quota 230 e le espulsioni sono ormai più di 800». Ed in particolare «in Sardegna non è arrivata una sola persona via mare» E «questi sono numeri che non si vedevano da anni».

L'autonomia conviene a tutti

Più in generale, e anche in riferimento alla possibilità di un allargamento a destra della maggioranza con l'ingresso di un nuovo partito sovranista Meloni-Toti in caso di nuove affermazioni del centrodestra alle regionali, Salvini ha voluto ribadire che «io ho dato la mia parola, che vale più dei sondaggi: a livello regionale il centrodestra è contro il centrosinistra, che ha combinato disastri» mentre «a livello nazionale non cambia nulla». E quanto al braccio di ferro Lega-M5s sulle Autonomie, «l'autonomia - ha sottolineato il leader della Lega - conviene a tutti: anche alle Regioni del Sud».

La crisi Italia-Francia

Infine, il vicepremier ha risposto sul tema dei rapporti Italia-Francia, all'indomani del ritorno a Roma dell'ambasciatore di Parigi e l'invito in Francia di Macron rivolto non al Governo ma al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Io - ha commentato Salvini - sono un uomo concreto e con la Francia voglio parlare dei terroristi italiani che vivono là e dei respingimenti a Ventimiglia. Sono molto concreto: aspetto dal mio collega francese una risposta sui 15 terroristi italiani che dovrebbero scontare anni di galera in Italia. E mi aspetto una risposta sui respingimenti che si fanno a Ventimiglia alla frontiera fra Italia e Francia. Non mi interessa litigare con nessuno e non entro nel merito dei gilet gialli. Ma mi interessa che dei delinquenti italiani che stanno in vacanza in Francia tornino in galera in Italia».