17 ottobre 2019
Aggiornato 17:30

Diciotti, la Giunta sentirà Salvini entro sette giorni. Iter: verdetto in 2 mesi

Un dossier particolarmente delicato per il Movimento 5 Stelle, che da sempre si è detto favorevole a concedere le autorizzazioni a procedere nei confronti di ministri. Ma in questo caso si tratta di un alleato di governo

Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini
Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini ANSA

ROMA - La Giunta per le elezioni e le immunità del Senato deciderà entro il 23 febbraio sulla richiesta del Tribunale dei Ministri di Catania di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, per la vicenda della nave Diciotti. Oggi la Giunta, presieduta da Maurizio Gasparri (Forza Italia), ha avviato l'istruttoria con una seduta che si è protratta per un'ora e mezza. Un dossier particolarmente delicato per il Movimento 5 Stelle, che da sempre si è detto favorevole a concedere le autorizzazioni a procedere nei confronti di ministri. Ma in questo caso si tratta di un alleato di governo.

La giunta sentirà Salvini entro 7 giorni

La prossima settimana (entro 7 giorni dalla prima riunione della Giunta, così prevede il regolamento) Matteo Salvini illustrerà le sue ragioni. «Potrà chiedere di essere audito - ha riferito Gasparri, che è anche relatore sulla richiesta dei magistrati - oppure potrà presentare una memoria». Sulla base delle informazioni e della documentazione che arriveranno in Giunta, Gasparri presenterà una relazione in cui sarà spiegato se la richiesta di autorizzazione a procedere deve essere accettata o respinta. Quindi, entro il 23 febbraio (30 giorni dall'invio della richiesta dei magistrati) la Giunta esprimerà il voto e dopo ulteriori 30 giorni (60 giorni dalla richiesta) sarà l'Aula di Palazzo Madama a votare sulla decisione della Giunta.

Memoria del Governo

Come annunciato dal capogruppo 5S in Giunta, Mario Michele Giarrusso, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il vicepremier, Luigi Di Maio, il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, depositeranno una memoria sottolineando che sul caso Diciotti ci sarebbe stata una responsabilità collegiale di tutto il governo. Circostanza, questa, che renderebbe più difficile il lavoro della Giunta, che fino ad ora si è sempre espressa su responsabilità individuali.

Gasparri: Salvini deve seguire le procedure

Gasparri, che ha già scritto al responsabile del Viminale chiedendo il suo intervento entro una settimana, ha però subito chiarito che «l'interlocutore resta Salvini. Se il governo avrà cose da dire sarà lo stesso Salvini a riferircele all'interno della sua relazione». Poi ha aggiunto: «Salvini deve seguire le procedure. Non si può risolvere tutto con un video su Facebook o una raccolta di firme. Noi non sollecitiamo atti a chi non è nel procedimento. In Giunta non si fa un processo con testimoni».

La posizione dei 5 Stelle

Mentre la Lega fa sapere che in Giunta si lavora «con tranquillità e senza alcuna preoccupazione», la posizione per i 5s, stretti tra la volontà di coerenza di fronte ai propri elettori e l'intenzione di non creare divisioni all'interno della compagine governativa, è più complicata. Il sottosegretario all'Interno, il pentastellato Carlo Sibilia ha detto che «se la questione andrà in Aula, noi voteremo assolutamente sì all'autorizzazione a procedere». Giarrusso, da parte sua, attribuisce «grande rilievo» alla memoria che sul caso Diciotti assegna una responsabilità collegiale al governo. Francesco Erraro, componente pentastellato della Giunta, ha riferito di avere un «orientamento», ma ha bisogno di «ulteriori approfondimenti». Comunque, ha concluso, «Luigi Di Maio non si sarebbe avvalso dell'immunità».

Fronte opposizioni

Sul fronte delle opposizioni, Forza Italia per voce del capogruppo al Senato, Anna Maria Bernini, ha annunciato che voterà contro l'autorizzazione a procedere. Per il Pd, ha spiegato Francesco Bonifazi, capogruppo in Giunta, «il problema si risolverebbe in un minuto se il M5s fosse coerente con i propri principi».