24 febbraio 2019
Aggiornato 06:30
Governo Lega-M5s

Il «chiodo fisso» di Silvio Berlusconi: «Mi auguro ogni giorno che questo Governo cada»

Il leader di Forza Italia in visita a L'Aquila: «Pericolo quasi più grave rispetto al '94». Tajani: «La Lega stacchi la spina». Bernini: «Governo è trivella puntata contro il Paese»

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia
Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia ANSA

L'AQUILA - «Mi auguro che questo governo cada ogni giorno che arriva. Vedere un governo che dice sì un giorno, per dire no il giorno dopo, per dire forse il terzo giorno... Vedo un pericolo come nel 1994, quasi più grave». Lo ha detto Silvio Berlusconi in Abruzzo, a L'Aquila, per sostenere il candidato presidente di centrodestra Marco Marsilio alle prossime regionali del 10 febbraio. «Questi grillini - ha attaccato ancora il leader di Forza Italia - hanno le stesse idee dei comunisti di allora, anzi, loro si proclamano comunisti ma non da salotto, da strada; ma rispetto alla sinistra di allora non hanno nessuna competenza, esperienza, non sanno cos'è l'amministrazione pubblica. Almeno allora le persone di quel partito che venivano mandate a Roma avevano due o tre sindacature alle spalle, sapevano cos'era la responsabilità di governare una Provincia, una Regione».

Tajani: La Lega stacchi la spina

Il governo giallo-verde «é come quello Renzi. Strillano ma poi non fanno nulla. In Europa è bastato un colpo di tosse di Juncker per far dire al governo di sì a tutto». Lo ha affermato il vice presidente di Forza Italia, Antonio Tajani, nel corso di una conferenza stampa per la presentazione delle iniziative per i 25 anni del partito. «La Lega abbia il coraggio di staccare la spina - ha aggiunto -. Gli italiani hanno bisogno di un governo serie, credibile, affidabile, un governo di persone che vogliono fare, non distruggere. Dovrà poi nascere un governo di centrodestra, con una politica economica omogenea, che farà le infrastrutture e non solo al Nord. L'attuale politica economica del governo sta portando il Paese alla recessione».

Bernini: Governo è trivella puntata contro il Paese

«Il governo Conte, diviso su tutti i dossier cruciali, è ormai una trivella puntata contro il Paese, contro gli interessi di quel popolo dietro cui si nasconde ad ogni piè sospinto. La Lega non dimentichi di valutare il rapporto costi-benefici del contratto con i Cinquestelle, stracolmo più di commi oscuri che di scelte davvero condivise». Lo dichiara Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato.

Modificare la rotta rapidamente

«La Tav - spiega il capogruppo - è imbullonata ad un ambientalismo talebano, così come lo stop alle concessioni minerarie che ci costerà 6 miliardi di euro; l'autonomia differenziata evapora in un cono d'ombra, mentre il reddito di cittadinanza è la risposta sbagliata alla povertà e il decreto dignità sta alimentando disoccupazione e lavoro nero. Mentre, poi - osserva - si riaccende il conflitto tra giustizia e politica con l'interventismo delle toghe perfino sulla gestione dei flussi migratori, la riforma della prescrizione ha inaugurato la stagione dei processi infiniti e, intanto, la famosa legge sulla legittima difesa subisce l'ennesimo rinvio. E l'ultimo scontro in politica estera - con il premier che balbetta sul regime liberticida di Maduro - dunque, è solo la punta di un iceberg politico contro cui rischia di schiantarsi la nave Italia. Va rapidamente modificata la rotta - conclude Bernini - e l'unica direzione possibile è quella indicata nel programma del centrodestra, coerente con i nostri comuni valori e condiviso dalla maggioranza degli elettori».