24 giugno 2019
Aggiornato 15:00
Conti pubblici

Renato Brunetta teme per l'effetto recessivo della manovra: «Pronto salasso fiscale»

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia: «Gią dalla prossima primavera»

Renato Brunetta
Renato Brunetta ( ANSA )

ROMA - «La manovra correttiva dovrebbe essere argomento di discussione alla riunione di domani dell'Ecofin, seppur in maniera informale, mentre potrebbe essere ufficializzata già dalla prossima riunione di febbraio, dopo che l'Istat avrà pubblicato la stima preliminare del Pil per il quarto trimestre 2018, il prossimo 31 gennaio». Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia.

Pronto salasso fiscale

«Neanche il tempo di aver approvato il decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100, che provocherà effetti regressivi sull'economia, ed ecco che il Governo sarà subito tenuto a correggere i conti attraverso un altro aumento delle tasse. Inoltre, nel Def di aprile, dovrà indicare con quali risorse ha intenzione di bonificare le clausole di salvaguardia monstre sull'aumento dell'Iva, che solo per il 2020 valgono 24 miliardi, senza poter più ricorrere al deficit. Facciamo i migliori auguri al Governo ma temiamo che un nuovo salasso di tasse attenda gli italiani, già dalla prossima primavera», conclude.

Aumentano deficit e debito

«Ieri, anche il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le sue stime di crescita sul Pil italiano per il 2019 al +0,6%, dal precedente +1,0%, avvertendo che 'un periodo prolungato di rendimenti elevati metterebbe ulteriormente sotto stress le banche italiane, peserebbe sull'attività economica e peggiorerebbe le dinamiche legate al debito'. La minor crescita comporta che il rapporto deficit/Pil per il 2019 dovrebbe aumentare al 2,4%, ovvero oltre l'obiettivo fissato dalla Commissione. Per questo motivo, è probabile che questa chieda all'Italia un intervento correttivo, quantificabile tra i 4 e i 7 miliardi di euro, già dalla prossima primavera».