24 giugno 2019
Aggiornato 15:30
Conti pubblici

Brunetta da i suoi numeri: «Tasso di crescita nel 2019 non andrą oltre lo 0,4-0,5%»

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia: «Aumenteranno deficit e debito. Rischio concreto di manovra correttiva in primavera»

Renato Brunetta, Deputato di Forza Italia
Renato Brunetta, Deputato di Forza Italia ( ANSA )

ROMA - «Considerando che con una crescita del +1,0% il rapporto deficit/Pil è stato stimato pari al 2,04%, la diminuzione di questa al +0,7% farebbe aumentare tale rapporto al 2,2%. Da qui la misura dell'intervento correttivo che verrà sicuramente richiesto da Bruxelles. Il problema è che anche una crescita del +0,7% sembra ormai eccessivamente ottimistica, considerando che molti istituti di previsione, da Goldman Sachs a Oxford Economics, da Barclay's ad altri istituti di ricerca indipendenti, ritengono che la crescita non andrà oltre il +0,4-0,5%. In questo caso, il rapporto deficit/Pil aumenterebbe ulteriormente a circa il 2,4%, facendo lievitare le dimensioni dell'intervento correttivo di circa 3 miliardi, ad un totale di 5,7 miliardi». Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia.

Rischio concreto di manovra correttiva in primavera

«Il rischio che la prossima primavera il Governo debba ricorrere ad una manovra correttiva dei conti pubblici si fa sempre più concreto. Dopo l'allarme che abbiamo lanciato nei giorni scorsi - prosegue - oggi la stampa nazionale comincia a parlare apertamente di questa possibilità. Roberto Petrini, in un suo articolo su 'La Repubblica', indica anche la dimensione minima di questa manovra, pari a 0,15 punti di Pil, ovvero 2,7 miliardi di euro, nell'ipotesi che il tasso di crescita del Pil cresca quest'anno del +0,7%, ovvero tre decimali in meno rispetto al +1,0% sul quale l'Esecutivo Conte e la Commissione Europea hanno trovato l'accordo per avere il via libera alla Legge di Bilancio».

Mandelli: «Questione fiscale è stata dimenticata»

«Nella sua intervista alla Stampa, il Presidente Conte affida qualsiasi speranza di rilancio del Paese al reddito di cittadinanza, limitandosi ad aggiungere un generico riferimento agli investimenti. Nulla invece sul vero nodo che frena la competitività dell'Italia: la questione fiscale». Lo dichiara il deputato e capogruppo di Forza Italia in Commissione Bilancio, Andrea Mandelli. «Il peso insopportabile delle tasse su famiglie, lavoratori e imprese è un limite alla crescita e allo sviluppo che il governo ha deciso chiaramente di ignorare. Eppure è da qui che bisogna partire per incentivare consumi, produzione e occupazionale strutturale. Una ricetta vincente e senza incognite, al contrario del costosissimo reddito di cittadinanza voluto dai grillini», conclude.