15 novembre 2019
Aggiornato 16:30

Brunetta: Siamo già sottoposti ad un commissariamento «light»

Così in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia: «Un grosso pericolo per i nostri conti pubblici deriva dalle coperture poco credibili»

Renato Brunetta, Deputato di Forza Italia
Renato Brunetta, Deputato di Forza Italia ANSA

ROMA - «L'Italia è ormai l'osservata speciale per eccellenza da parte dell'Europa ed è, di fatto, già sotto commissariamento, seppure in versione 'light'. Questo è, infatti, il prezzo da pagare per aver ricevuto il via libera da parte di Bruxelles per la Legge di Bilancio 2019, con un rapporto deficit/Pil concordato al 2,04%. E' evidente, infatti, che la Commissione Europea non poteva essere disposta ad accettare un deficit al 2,4%, soglia inizialmente proposta dal Governo, da parte di un paese con un debito pubblico monstre come l'Italia, perché il rischio era quello che il rapporto debito/Pil riprendesse a crescere nei prossimi anni». Così in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia.

Il peso delle clausole di salvaguardia

«Quel rischio, tuttavia, esiste ancora, dal momento che anche il ridimensionato tasso di crescita del Pil per il 2019 da parte dell'Esecutivo Conte, dal precedente +1,5% al +1,0%, sembra ancora eccessivamente ottimistico, considerando che i maggiori previsori internazionali ritengono ormai che l'Italia potrà crescere al massimo del +0,5-0,6% il prossimo anno. Se questo fosse il reale tasso di crescita, ecco che i rapporti deficit/Pil e debito/Pil aumenterebbero automaticamente. Per questo motivo, la Commissione ha dichiarato, per bocca del suo commissario agli affari economici Pierre Moscovici, che Bruxelles monitorerà molto attentamente l'attuazione delle norme contenute nella manovra, per verificare che i saldi vengano rispettati. Ricordiamo che, nel caso questo non avvenisse, l'Europa ha obbligato il Governo ad inserire nel testo della Legge delle clausole di salvaguardia 'salva deficit', pari a 2 miliardi di euro, e quelle di aumento delle aliquote Iva a partire dal 2020, che potrebbero far aumentare le tasse indirette di ben 80 miliardi di euro».

Coperture poco credibili

«Un grosso pericolo per i nostri conti pubblici deriva dalle coperture poco credibili che il Governo ha inserito nella manovra per far tornare i conti e che presto potrebbero essere scoperti dalla Commissione, con il rischio che venga alla luce un grosso buco di bilancio da coprire con le clausole di salvaguardia. I due esempi più lampanti di queste coperture fittizie sono i proventi dall'alienazione di immobili pubblici e il rimborso dei clienti delle banche truffati. Relativamente al primo, la manovra prevede l'adozione di un Piano di cessione di immobili tale da determinare entrate non inferiori a 950 milioni di euro per l'anno 2019 e a 150 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021, al netto delle quote non destinate al Fondo per ammortamento dei titoli di Stato o alla riduzione del debito degli enti».

La Commissione scoprirà il bluff

«Il problema è che è di tutta evidenza che si metteranno sul mercato gli stessi immobili che si cifrano ormai da anni, senza che si sia mai riusciti a venderli. I ricavi da alienazione iscritti a bilancio, in pratica, sono irrealizzabili. Relativamente al secondo, una norma della manovra prevede rimborsi fino al 95% per le obbligazioni e del 30% per le azioni, fino a una soglia di 100 mila euro. Il problema è che si tratta di una disposizione comunitariamente illegittima, a rischio di procedura di infrazione, come ammesso dallo stesso direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera. Far credere che quelle coperture esistano al Governo non è costato nulla. Costerà però agli italiani quando la Commissione scoprirà il bluff, probabilmente già dal prossimo 22 gennaio. A quel punto, il commissariamento potrebbe diventare molto che un semplice monitoraggio da parte dei funzionari di Bruxelles», conclude.