19 luglio 2019
Aggiornato 18:00

Strappo tra Salvini e Berlusconi? Non proprio...

Uno strappo tra i leader di Lega e Forza Italia, come lo hanno definito molti giornali, ma a guardar bene qualche spiraglio di convivenza resta possibile

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ANSA

ROMA - Matteo Salvini dice (quasi) addio a Silvio Berlusconi. «Non siamo più ai tempi di Berlusconi, non c’è più il muro contro muro» tuona il leader della Lega durante la sua intervista di fine anno al Corriere della Sera. «A livello nazionale Forza Italia fa quello che fa il Pd. Ciascuno fa le sue scelte, ma mi pare che gli italiani abbiano fatto una scelta chiara» afferma il vicepremier, che non mostra alcuna nostalgia del centrodestra che pure continua a governare insieme a livello locale. E sul governo rilancia: «Non vedo pericoli per il governo nei prossimi mesi».

Strappo sì o no?

Uno strappo tra i leader di Lega e Forza Italia, come lo hanno definito molti giornali, ma a guardar bene qualche spiraglio di convivenza resta possibile. Tutta una questione di sondaggi, di fatto. L'alleanza tra i due partiti di centrodestra è appesa al filo dei numeri che per il momento danno il Carroccio in forte ascesa e sopra al 30%, e il partito di Silvio Berlusconi invece in una fase di galleggiamento, ma pur sempre sotto il 10%. Fino a quando la situazione sarà questa, la strategia dei leghisti probabilmente non subirà variazioni.

Tregua armata

Una sorta di «tregua armata», dunque, come la definisce Libero, cui si aggiunge il crescente potere attrattivo del Carroccio per i dirigenti azzurri. «Di candidati e potenziali tali a Comunali e Regionali che vorrebbero presentarsi sotto l'insegna leghista, a discapito di quella berlusconiana, ce n'è ormai abbastanza perché nel partito del Cav si accendano mille spie di allarme».

La Lega al Sud

Tra loro ci sarebbero i famigerati portatori di voti del Sud, finora salvagente di Forza Italia, «manna dal cielo per Salvini che punta all'espansione nel Meridione». Equilibri che potrebbero cambiare solo in un caso, cioè un ribaltone, al momento improbabile, che porti a un crollo della Lega sotto il 30% e una risalita di Forza Italia almeno al 15%. Ma per ora è tutta fantascienza.