25 maggio 2022
Aggiornato 02:30
L'intervista

Speciani: «La farsa del Covid sta morendo. E anche il governo Draghi»

Il medico Luca Speciani racconta al DiariodelWeb.it il suo ultimo romanzo «I sacrificabili», una storia di crisi pandemica e di dittatura sanitaria

Luca Speciani
Luca Speciani Foto: Facebook

«Volevo inserirmi nella narrazione pandemica con un tono antitetico rispetto a quello governativo e del mainstream». Con questo intento è nato «I sacrificabili», edito da Paesi Edizioni, l'ultimo romanzo del medico Luca Speciani. Un libro controcorrente, che racconta la crisi pandemica, l'emergenza sociale, la dittatura sanitaria, gli interessi delle lobby farmaceutiche. Insomma, una storia di fantasia ma non troppo, come lui stesso racconta ai microfoni del DiariodelWeb.it.

Luca Speciani, come nasce l'idea di questo libro?
Dal successo del precedente, «Il medico che scelse di morire». Che uscì prima della pandemia, raccontando una storia che aveva molte componenti autobiografiche: quella di due medici coraggiosi che, non contenti di delegare la propria attività professionale alle decisioni economiche e commerciali di terzi, costruiscono un metodo diverso rispetto alla medicina diffusa. Cercando di lavorare soprattutto sullo stile di vita, sull'alimentazione, sul movimento fisico, sulla prevenzione piuttosto che sulla cura e sulla soppressione farmacologica dei sintomi.

Questa scuola di pensiero è quella che applica anche nella realtà, al di fuori del romanzo?
Sì, ormai da tanti anni. Già mio padre fu un medico molto illuminato, da questo punto di vista, e nel 2011 ho costituito l’Ampas, un'associazione che promuove questa visione, la cosiddetta medicina di segnale. Un gruppo di medici che nel tempo è cresciuto molto.

Come prosegue dunque la storia del primo libro?
Succede che le industrie farmaceutiche, toccate nei propri interessi economici da questo gruppo di medici che conquista sempre più fama, tentano di ucciderne il leader.

Mi auguro che questa sia la parte romanzata della vicenda.
Per quanto mi riguarda certamente sì, e l'ho scritta facendo gli scongiuri. Ma se pensiamo ai casi di Giuseppe De Donno, di Fernando Aiuti, di Francesco Lo Coco, di Mimmo Biscardi, di Luc Montagnier... Stanno sparendo uno ad uno. Non è solo fantasia: morti eccellenti e strane di medici che davano fastidio ce ne sono state parecchie.

Lei personalmente ha mai ricevuto minacce o ritorsioni?
Io ho subìto ostracismi, mi hanno chiuso fuori da diverse porte, mi hanno cancellato dei contratti in essere, ho ricevuto diverse visite nei Nas nel mio studio...

In questo sequel del primo romanzo irrompe però il tema della pandemia.
E il mio protagonista, il medico scampato all'attentato, di fronte allo stato di emergenza, alle restrizioni delle libertà costituzionali, ai governi guidati come marionette da big pharma, decide di rintanarsi in una fattoria, ritornando a contatto con la natura.

Se il protagonista di questi due libri è un dottore che ricalca un po' la sua vicenda, gli antagonisti chi sono?
I fautori del grande reset: Rotschild, Gates, Bezos. Che compaiono tutti con nomi alterati ma facilmente riconoscibili. Nei loro meeting svelano il proprio disegno, così come descritto nella realtà da Schwab nel suo libro: stato di emergenza permanente, cancellazione delle libertà individuali e della privacy, introduzione di una tessera identificativa a punti, scomparsa della moneta contante, della proprietà privata e della piccola e media impresa a favore delle grandi multinazionali... Anche se inserite all'interno di una storia di fantasia, le citazioni a fatti reali che inserisco sono tutte documentate e incontrovertibili.

E invece i «sacrificabili» che danno il titolo al romanzo?
Sono i carrieristi alla Giuseppe Conte: piccoli avvocati di provincia, temporaneamente in posizioni di prestigio per una serie di fortunate coincidenze, che si ritrovano sbalzati negli ambienti che contano. E non si rendono conto di essere marionette nelle mani di poteri più grandi di loro, così quando non servono più vengono buttati nella spazzatura.

Stiamo già assistendo alla parabola politica discendente dell'ex premier...
Nel mio libro lui si chiama Duca e fa una finaccia incredibile... E lo stesso succede anche al cavalier Falchi, l'alter ego di Draghi. Che dapprima ricopre il ruolo del capetto, finché cominciano ad essere criticate alcune sue manovre e i poteri forti lo incolpano di non essere riuscito a consolidare la dittatura sanitaria come loro auspicavano.

Dunque la sua previsione è che questo progetto coronavirus non andrà a buon fine? In effetti già in queste settimane stiamo assistendo a parecchi dietrofront, anche da parte di illustri virologi.
Si chiamano scialuppe di salvataggio. Il Titanic, cioè il progetto del grande reset, sta affondando e se ne stanno accorgendo tutti. Ormai è acclarato che i morti non sono stati 150mila ma 3700. La reazione del popolo è stata diversa da quella che probabilmente si aspettavano. Il mondo sta facendo un passo indietro, togliendo vincoli e restrizioni, che solamente l'Italia insieme ad un paio di altri Paesi mantiene. Soltanto chi vede Rai1 e Rete4 può pensare che siamo ancora in emergenza.

Mi viene in mente la famosa frase di Lincoln: «Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre».
La farsa è durata anche troppo, secondo me la narrazione sul Covid è già morta. Ma i fautori non si arrenderanno: erano già i più ricchi del mondo e ora hanno guadagnato altri 12 miliardi, prelevati dalle nostre tasche per pagare i vaccini. Che stanno emergendo come il più grande flop sanitario del secolo.

Come mai dice questo?
È come se avessero inoculato acqua fresca. I vaccinati si ammalano come i non vaccinati e riempiono gli ospedali. Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, muoiono addirittura un pochino di più. E se i contagi stanno diminuendo, non è grazie ai vaccini, come dicono, ma perché sta finendo l'inverno.

Dunque come si concluderà questa storia?
Credo che le liti interne finiranno per sciogliere il governo Draghi: il primo grosso scricchiolio si è sentito quando non è riuscito a farsi eleggere presidente della Repubblica. Ma cercheranno di mantenere il green pass, cioè il sistema di controllo sociale, in eterno e a breve spareranno fuori un nuovo virus. Ci hanno già provato con la peste suina.

E i cittadini come possono difendersi?
La mia politica è quella di rifiutare qualunque costruzione che violi i miei diritti fondamentali. Io entro nei negozi e, se mi fermano, quando ho voglia di litigare li denuncio, quando non ho voglia giro i tacchi e non ci metto più piede. Sono guarito dalla malattia, quindi sono immune a tutti i livelli, ma non ho nessuna carta verde e non ho mai fatto un tampone nella mia vita. Se tutti avessimo il coraggio di farlo, la dittatura sarebbe finita in un giorno.