Formula 1

Ora gli anti-Ferrari sono due: il vecchio Hamilton e il baby Verstappen

Lewis, per vincere il suo quarto Mondiale, ha dovuto sfoderare la sua stagione migliore di sempre. Ma, nel 2018, si affaccia all'orizzonte un altro contendente al titolo: Max con la sua Red Bull

Sebastian Vettel in mezzo a Max Verstappen e Lewis Hamilton
Sebastian Vettel in mezzo a Max Verstappen e Lewis Hamilton (Red Bull)

ROMA – Nonostante la sua rincorsa al titolo si sia spenta proprio sul più bello, il bilancio del 2017 per la Ferrari si può ritenere ugualmente positivo, o comunque con più luci che ombre. La Rossa non ha vinto, ma convinto sì: si è riscattata da una stagione buia come quella 2016 dimostrando di potersela giocare ad armi pari con la Mercedes. Tanto da costringere Lewis Hamilton, per aggiudicarsi il suo quarto campionato del mondo in carriera (pareggiando i conti con Sebastian Vettel), a disputare quella che lui stesso definisce come la sua annata migliore di sempre. «Sì, penso decisamente che questo sia stato il campionato più difficile da vincere – dichiara il neo-iridato – Il 2008 è stato duro, durissimo; quelli successivi sono stati tutti diversi, a modo loro. Quest'anno mi sono trovato nella posizione di motivare davvero il team, dirigere lo sviluppo della macchina esattamente dove volevo, a fianco di un compagno di squadra eccellente. Ed è stata una sfida enorme, che attendevo con ansia, lottare contro un team grandioso come la Ferrari, guidata dal pilota più vincente di questo sport... o meglio, quello che era il più vincente, ora lo siamo a pari merito».

Verso la rivincita
La candidatura mondiale della Ferrari, insomma, non è tramontata, ma solo rimandata. E lo stesso Hamilton è consapevole che l'anno prossimo dovrà vedersela ancora con il Cavallino rampante: «È grandioso avere due squadre in lotta. Ci spinge tutti al limite, uomini e macchine, ed è questo che crea l'entusiasmo per lo sport. Dobbiamo fare ancora di più». Il problema, semmai, è che all'orizzonte si affaccia un concorrente in più: Max Verstappen con la sua Red Bull, protagonisti della crescita più irresistibile di questo finale di stagione, tanto da vincere due delle ultime quattro gare, compresa quella di domenica in Messico. «Ora dovrò mettere nero su bianco i pro e i contro di quest'anno e studiare come migliorare per il prossimo – conclude l'anglo-caraibico delle Frecce d'argento – La sfida sarà ancora più impegnativa, sia da parte della Ferrari che della Red Bull. La Formula 1 non dorme, non si ferma, c'è sempre qualcun altro che vuole prendere la mia posizione: ora c'è Max che è lì seduto in attesa di riuscirci. Dovrò alzare ulteriormente il mio livello per restargli davanti e questo mi motiva già al massimo per la stagione che verrà».

Attenti al Toro
La sensazione di tutti, insomma, è che il duello sia destinato a trasformarsi in una lotta a tre nel 2018. E che la Ferrari non dovrà più solo vedersela con l'imbattibile corazzata tedesca, ma anche con il galeone pirata dei Bibitari, che al timone ha un condottiero giovane, talentuoso e affamato di gloria: «In generale quest'anno Lewis è stato il più forte, e la sua Mercedes è stata più affidabile rispetto alla Ferrari – analizza il baby fenomeno Verstappen – Se si combinano questi due aspetti, si può ottenere un risultato grandioso come il campionato del mondo. Ma anche la nostra macchina è migliorata molto: per lottare per la pole position in qualifica ci manca ancora qualcosa, non abbiamo il pulsantino magico, ma nelle piste dove si può superare sono sicuro che siamo in grado di lottare per la vittoria. Altrimenti non avrei ottenuto un successo come questo...».