Il punto di forza della Rossa è il punto debole delle Frecce d'argento

La Mercedes corre ai ripari: per battere la Ferrari deve «capire le gomme»

La strada per riprendersi la testa del Mondiale di Formula 1 passa per un miglior sfruttamento degli pneumatici. Su questo Lewis Hamilton ha iniziato a lavorare nei test di ieri in Bahrein, sostenendo di aver subito fatto dei passi avanti

Lewis Hamilton esce dalla corsia dei box durante i test in Bahrein
Lewis Hamilton esce dalla corsia dei box durante i test in Bahrein (Mercedes)

AL SAKHIR – Sono le gomme l'ossessione della Mercedes. Quelle gomme che la Ferrari ha dimostrato di saper gestire meglio di lei in gara, specialmente nelle prime fasi quando le macchine sono più pesanti per via dei serbatoi pieni di benzina, e sulle piste più calde come Melbourne e Sakhir. «Abbiamo fatto fatica con gli pneumatici, in particolare quelli più morbidi, e con l'asfalto più caldo – ha ammesso Valtteri Bottas – Perciò è sicuramente un aspetto che dobbiamo comprendere». Nel prossimo Gran Premio in Russia, almeno, non sono previste temperature così elevate come quelle del deserto del Bahrein. Ma il semplice aiuto del meteo non può bastare a rassicurare le Frecce d'argento. Se vuole giocarsi fino alla fine il Mondiale 2017 di Formula 1 con la sua rivale rossa, insomma, il team campione in carica dovrà concentrare i suoi sforzi di sviluppo tecnico proprio sulla gentilezza nello sfruttamento delle coperture.

Test provvidenziali
Una parola d'ordine che nel box Mercedes è risuonata già a partire da ieri, quando sono iniziati i primi test programmati nell'arco della stagione, proprio sulla stessa pista di Sakhir dove due giorni prima la squadra tedesca aveva subito la seconda batosta dal Cavallino rampante. «Abbiamo parecchie cose da fare durante queste prove – aveva annunciato Lewis Hamilton già prima del semaforo verde all'agenzia di stampa Dpa – Dobbiamo migliorare la macchina e la nostra conoscenza delle gomme, così da ritrovarci in una posizione migliore nella prossima gara». E, in effetti, il tre volte iridato si è subito rimesso al lavoro in prima persona proprio seguendo questo programma: il collaudo di qualche nuova componente, ma soprattutto lunghe ed estenuanti simulazioni di gara con l'obiettivo di migliorare il suo passo sulla distanza. Sono proprio i quasi cento giri percorsi, più ancora del miglior tempo a fine giornata, ad aver lasciato indicazioni promettenti al pilota anglo-caraibico: «Ci siamo concentrati sull'avanzamento della nostra comprensione delle gomme – ha ribadito Hamilton – e anche sul posteriore della vettura, così da poter migliorare i nostri long run, in particolare durante la gara e con la mescola supersoft. Siamo arrivati qui con un obiettivo specifico, perciò è stato positivo fare dei passi avanti in questo senso con la squadra». Ma questo è soltanto l'inizio...