18 febbraio 2019
Aggiornato 04:30
Governo Renzi

Pensioni, Renzi promette 50 euro a chi ha la minima

A pochi giorni dal referendum costituzionale, il premier ha annunciato soldi in più agli anziani con la minima, durante l'intervista con il direttore di Radio Monte Carlo, Claudio Miscalizio

ROMA – A pochi giorni dal referendum costituzionale previsto per il 4 dicembre, il premier Matteo Renzi ha annunciato «fino a 50 euro in più» per i pensionati con la «minima». Per Renzi si tratta di una «promessa» del passato che sarà «mantenuta» a partire dal 2017, come ha spiegato a Radio Monte Carlo questa mattina, durante l'intervista al direttore Claudio Miscalizio. Il premier ha chiarito che «tutti quelli che stanno sotto i mille euro di pensione, come si era promesso, dal 2017 avranno un aumento dai 30 ai 50 euro mensili».

«Basta analisi politiche da italietta»
Il presidente del Consiglio ha parlato ancora di elezioni americane e al conduttore che gli ha chiesto se è preoccupato dal progetto di muro fra Stati uniti e Messico, come promesso dal neo eletto presidente Donald Trump durante la sua campagna elettorale, ha risposto «questo muro se non ricordo male l'ha fatto Clinton». Poi ha continuato lanciando un attacco alla Lega Nord di Salvini, che fa analisi politiche «provinciali», o da «italietta», perché «quel muro c'è da ormai 20 anni, può piacere o meno ma non è un'invenzione di Donald Trump». Il giornalista ha quindi domandato se Renzi avverte un pericolo «anti-sistema» anche per l'Italia, e se ci saranno ripercussioni sul referendum, con il premier che ha spiegato: «Il voto anti-sistema è un dato di fatto» ma riguardo la consultazione popolare «chi è l'anti-sistema? Chi difende i rimborsi dei consiglieri regionali? I super sipendi dei senatori?», mentre «io ho 41 anni, non penso che con il mio governo rappresento il sistema».

«Con la riforma più garanzie di democrazia»
Un ascoltatore ha domandato a Renzi se non esiste un pericolo di deriva autoritaria, nel caso vinca il Sì e il premier lo ha scanzonato: «Loris, ma di cosa stiamo parlando? Il referendum non c'entra niente con la legge elettorale, anzi la riforma costituzionale modifica il sistema di elezione del presidente della Repubblica rendendo più alto il quorum». Poi l'inquilino di palazzo Chigi ha ripreso lo sfottò: «Chi avesse dei dubbi sul sistema delle garanzie (queste ultime parole dette con enfasi, ndr) sappia che con la riforma ci sarà qualche garanzia in più, non in meno» e senza specificarle è passato a elencare i tagli ai costi della politica che si dovrebbero avere con la nuova Carta e ha concluso il ragionamento con «poi a chi dice 'chi vince le elezioni si prende la maggioranza' bhe questa non si chiama dittatura, si chiama democrazia».

«Per abbassare le tasse non basta fare Fonzie»
Infine Renzi ha parlato di tasse ammettendo che sono scese «troppo poco», ma ha voluto spiegare agli ascoltatori che «non basta schioccare le dita alla Fonzie o usare la bacchetta magica sin sala bin e tutto si risolve». La ricetta, secondo il premier, è quella di mettersi «tutti assieme e darsi una mano un pezzettino alla volta».