4 dicembre 2020
Aggiornato 17:30
Tra i 21 dell'inchiesta romana anche il figlio di Lunardi

Appalti truccati Grandi Opere, intimidazioni mafiose: indagato anche il figlio di Lunardi

L'inchiesta della Procura di Roma ha portato a 21 persone indagate a vario titolo, le ipotesi di reato contestate vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla tentata estorsione per la realizzazione di lavori

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ROMA - Appalti truccati nelle Grandi opere, da Nord a Sud, da Piemonte e Liguria, alla Calabria. Due indagini, condotte rispettivamente dai carabinieri del comando provinciale di Roma e dalla Guardia di Finanza di Genova, che vedrebbero coinvolte decine di persone. L'inchiesta della Procura di Roma ha portato a 21 persone indagate a vario titolo, le ipotesi di reato contestate vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla tentata estorsione per la realizzazione dei lavori di una tratta della Tav Milano-Genova, del sesto Macrolotto dell'A3 Salerno-Reggio Calabria e del People Mover di Pisa.

Il figlio di Lunardi e gli altri
Tra i 21 ci sarebbe anche Giandomenico Monorchio, 46 anni, figlio dell'ex ragioniere generale dello Stato, Andrea. E tra gli indagati a piede libero ci sarebbe anche Giuseppe Lunardi, figlio dell'ex ministro dei Trasporti e delle infrastrutture. L'inchiesta della Guardia di finanza di Genova ha portato all'esecuzione di 14 misure di custodia cautelare su presunte irregolarità nella concessione degli appalti per la realizzazione di 5 lotti del Terzo Valico ferroviario, la linea ad alta velocità che collegherà Genova a Milano.

Intimidazioni tipiche della criminalità organizzata e mafiosa
Francesco Cozzi, procuratore capo di Genova: "Turbativa d'asta riguardo ad appalti connessi ad alcuni tronconi, sono stati accertati alcuni episodi corruttivi che riguardano alcuni funzionari del Cociv ed episodi di concussione, consistiti nell'imporre una rete di imprese agli appaltatori principali che dovevano scalzare altre imprese non gradite». E l'aspetto più inquietante, per Cozzi, legato all'inchiesta romana sarebbe questo: "Anche attraverso intimidazioni tipiche della criminalità organizzata e mafiosa".

Non solo denaro in cambio di appalti
Non solo denaro in cambio di appalti. Maurizio Cintura comandante del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Genova. "I proventi della corruzione sono stati denaro contante e in più prestazioni di escort, nell'ipotesi della concussione avevamo l'imposizione di aziende in sub-appalto".