19 gennaio 2020
Aggiornato 21:00
Emergenza sbarchi

Zaia: «Migranti? Tutta l'Africa in Italia non ci sta»

La soluzione per il problema immigrati sono i «centri di prima accoglienza nei Paesi del Nord Africa». Così Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha risposto sul tema dell'emergenza profughi in Veneto.

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VENEZIA - La soluzione per il problema immigrati sono i «centri di prima accoglienza nei Paesi del Nord Africa». Così Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha risposto sul tema dell'emergenza profughi in Veneto.
«Il governo ci sta lavorando da un annetto sulla nostra ipotesi, quando diciamo che bisogna creare dei centri di prima accoglienza nei Paesi del Nord Africa. Non c'è solo la Libia. Vi ricordo che abbiamo fatto i campi di prima accoglienza in Afghanistan: dove dare da mangiare a chi ha fame e curare chi è malato e solo da lì garantire, dopo un'opportuna identificazione, un corridoio umanitario per l'Europa. Questo ci permette di raggiungere due grandi risultati - aggiunge Zaia - il primo è di non far arrivare in Europa due immigrati su tre che non hanno titolo a venire. Il secondo è che inchioderemo la comunità internazionale davanti alle proprie responsabilità». Anche perchè, ha concluso Zaia, «tutta l'Africa in Italia non ci sta».

Stato non rimborsa a Lombardia 100 mln per cure immigrati
«È incredibile e vergognoso che la Regione Lombardia abbia almeno un centinaio di milioni di euro di credito verso lo Stato italiano per aver anticipato le cure mediche ospedaliere agli immigrati, clandestini o richiedenti asilo, e che Roma continui a fare orecchie da mercante, pagando con tempi da lumaca e con il contagocce». Lo ha dichiarato, in una nota, Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda. Che ha aggiunto: «Ma adesso basta, non si può pensare che la Lombardia, che regala ogni anno alle casse di Roma qualcosa come 54 miliardi in tasse versate dai suoi cittadini e della sue imprese, possa sempre pagare per tutti: a questo punto visto che da Roma i soldi non arrivano invitiamo le Asst del territorio lombardo, sul modello di quanto fatto un anno fa dalle aziende sanitarie di Chiari e Treviglio, ad intentare causa allo Stato, presentandogli il conto e chiedendo ai tribunali il pignoramento dei beni delle Prefetture di riferimento».

Necessaria una risposta pronta da parte dei dirigenti delle ASST lombarde
Sul punto è intervenuto anche il consigliere regionale lombardo, Pietro Foroni, in qualità di responsabile del gruppo legale della Lega Lombarda, che ha affermato: «La questione del debito di 100 milioni di euro da parte dello Stato verso la Lombardia per l'anticipo delle somme necessarie per la cura dei clandestini, necessita di una risposta pronta da parte dei dirigenti delle ASST lombarde. Negli anni scorsi le allora aziende ospedaliere di Chiari e Treviglio attraverso la notifica di un decreto ingiuntivo allo Stato italiano, e successivo atto di precetto, hanno ottenuto i dovuti pagamenti. Queste iniziative giudiziarie devono essere intraprese da tutte le ASST. Inutile lamentarsi se poi non si fa nulla. Chi si è attivato - ha concluso - ha ottenuto quanto gli spettava. Per questo come movimento politico Lega Nord riteniamo opportuna l'organizzazione di un incontro-convegno di natura tecnico-politico con i legali che hanno assistito le predette aziende perché spieghino le loro esperienze e l'iter seguito a tutte le ASST».