15 novembre 2019
Aggiornato 01:00
Nuova ondata di terrore

Attentato Nizza, Prefetto di Milano: «In Italia rischio emulazione»

Alessandro Marangoni ha sottolineato che anche nel Belpaese l'allerta è massima, «ma per ora non c'è nessun elemento per alzare il livello di attenzione da 2 a 3».

ROMA - Il prefetto di Milano, durante la riunione straordinaria del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato subito dopo la strage di Nizza, ha dichiarato che anche in Italia c'è il rischio emulazione e l'allerta è massima.

C'è il rischio emulazione
«Già in questo momento quasi un migliaio di militari dell'Esercito collaborano con le forze di polizia nei servizi di prevenzione», sia nella vigilanza degli obbiettivi fissi, sia nel controllo del territorio. Questa vigilanza è stata ulteriormente incrementata nei confronti di obbiettivi che assumono particolare criticità «perché siamo consapevoli che azioni di emulazione rispetto a quello che è successo ieri sera a Nizza potrebbero anche verificarsi». E' quanto ha dichiarato il prefetto di Milano Alessandro Marangoni al termine della riunione straordinaria del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica.

Siamo al livello due di attenzione
Il Comitato straordinario è stato allargato al procuratore capo di Milano Francesco Greco, al capo del pool antiterrorismo della procura meneghina Maurizio Romanelli e al console generale francese Olivier Brochet, indetto dopo la strage compiuta a Nizza. Il prefetto ha ricordato che dopo la strage al «Bataclan» di Parigi del 13 novembre 2015, «siamo al livello 2 di attenzione": vuol dire quello massimo di attenzione prima dell'ultimo, che è quello che scatta in caso di 'attentato in atto o imminente'. «Questa attenzione ulteriore sarà mantenuta in maniera strutturale anche nelle prossime settimane» ha proseguito Marangoni, sottolineando che «in questo momento, sul territorio milanese, non abbiamo indicatori di fatti che ci possono portare a proporre di innalzare ulteriormente l'attenzione».

(fonte Askanews)