15 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Sanità

«Voglio stare a casa, vieni tu»: al Regina Margherita il 1°progetto di ospedalizzazione pediatrica a domicilio

Ridurre i disagi psicologici e sociali per i piccoli pazienti e per le loro famiglie attraverso l’ospedalizzazione a domicilio: è questo l’obiettivo del progetto rivolto ai piccoli pazienti affetti da patologia oncologica e oncoematologica in età pediatrica

«Voglio stare a casa, vieni tu»: al Regina Margherita il 1°progetto di ospedalizzazione pediatrica a domicilio
«Voglio stare a casa, vieni tu»: al Regina Margherita il 1°progetto di ospedalizzazione pediatrica a domicilio Ufficio Stampa

TORINO - Ridurre i disagi psicologici e sociali per i piccoli pazienti e per le loro famiglie attraverso l’ospedalizzazione a domicilio. Garantire un insieme di prestazioni mediche secondo piani individuali, in base ai singoli bisogni ma in piena sicurezza, diminuendo il numero di accessi e il tempo trascorso in ospedale e rendendo così anche più efficiente l’attività ambulatoriale.

Il progetto «Voglio stare a casa… vieni tu»

Sono gli obiettivi del progetto «Voglio stare a casa… Vieni tu», rivolto ai pazienti affetti da patologia oncologica e oncoematologica in età pediatrica, realizzato grazie all’accordo di collaborazione stipulato fra l’azienda ospedaliera universitaria Città della Salute di Torino, il Dipartimento di Pediatria e Specialità pediatriche dell’ospedale Regina Margherita, Casa Ugi e l’associazione Apl Ail. Il progetto è stato presentato questa mattina in Regione Piemonte dal presidente della Giunta regionale Sergio Chiamparino, dall’assessore alla Sanità Antonio Saitta, dal direttore generale della Città della Salute Silvio Falco, dalla direttrice del Dipartimento di Pediatria e Specialità pediatriche del Regina Margherita Franca Fagioli, dal presidente di Casa Ugi Enrico Pira, dalla presidente dell’Associazione Apl Ail Federica Galleano.

L’ospedalizzazione pediatrica a domicilio

Si tratta del primo esempio di ospedalizzazione pediatrica a domicilio. Questo nuovo approccio, che si inserisce nel sempre più importante percorso di umanizzazione delle cure, permetterà ai piccoli pazienti affetti da patologia oncologica e oncoematologica di effettuare a domicilio i prelievi ematici e le medicazioni necessarie, programmando la visita medica in ospedale solo in caso di necessità. La visita, qualora necessaria, verrebbe comunque effettuata il giorno stesso o il giorno successivo all’esame. Il progetto pilota del Regina Margherita, in questa fase iniziale, si occuperà di 10 pazienti al giorno, residenti a Torino o nei Comuni limitrofi oppure ospitati nelle strutture di accoglienza che collaborano con l'ospedale. Attraverso questo nuovo modello verranno personalizzate le cure in base alle esigenze dei bambini e delle famiglie, offrendo allo stesso tempo un livello di sicurezza pari a quello ospedaliero e riducendo le conseguenze emotive negative dovute ai ricoveri, nell’immediato e a lungo termine.