20 gennaio 2019
Aggiornato 03:00
Immigrazione

Il lato «politico» del Festival: scintille tra Baglioni e Salvini sui migranti

Il direttore Claudio Baglioni, durante la conferenza stampa di presentazione, non manca di rivolgere un esplicito riferimento a Salvini

Claudio Baglioni e il ministro Matteo Salvini
Claudio Baglioni e il ministro Matteo Salvini ANSA

ROMA - Il Festival di Sanremo diventa subito un fatto politico. Il padrone di casa Claudio Baglioni, durante la conferenza stampa di presentazione, non manca di rivolgere un esplicito riferimento a Matteo Salvini e alle sue politiche migratorie. «Il Paese - attacca Baglioni - è disarmonico, confuso, cieco nella direzione da prendere. La classe politica, quella dirigente e l'opinione pubblica hanno mancato paurosamente. Siamo un Paese incattivito, rancoroso, guardiamo con sospetto anche la nostra ombra, e questo è un disastro prima di tutto di ordine intellettuale». Per questo - ha continuato - ci attacchiamo a un'idea di leggerezza, di divertimento: «Per correrci incontro». E alla domanda sui migranti e sulla vicenda delle imbarcazioni Sea Watch e Sea Eye «se non fosse drammatica ci sarebbe da ridere», commenta il direttore artistico.

Baglioni: «Tutta una farsa»

Secondo il cantante non si può pensare di risolvere la situazione di milioni di persone in movimento e in situazioni di disagio evitando lo sbarco di quaranta persone, «li prendo io o i prendi tu. Non credo che un dirigente politico oggi abbia la capacità di risolvere la questione, ma almeno la verità di dire che siamo di fronte a un grande problema e dobbiamo metterci tutti nella condizione di risolverlo». Poi ricorda il trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino: «C'è stato un momento in cui il mondo ha pensato di poter essere felice, insieme, qua invece stiamo ricostruendo i muri, non li abbiamo mai abbattuti. Non credo che questo faccia la felicità degli esseri umani».

Salvini: «Canta che ti passa»

E conclude: «Noi facciamo musica, e come in tutte le guerre i fanti sono altri, sono gli eserciti di buona volontà che tutti i giorni si prendono cura degli altri. Gli artisti hanno avuto in sorte il regalo di poter essere almeno i trombettieri di qualche buona battaglia». Via Twitter, dopo qualche ora, la replica di Matteo Salvini: «Baglioni, canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo». Con tanto di «bacioni» finali...