20 maggio 2019
Aggiornato 16:30
Manovra finanziaria

Brunetta: Questa manovra ci «costerà» maxi aumento IVA nei prossimi anni

Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia: «Una catastrofe per consumatori e imprese»

Renato Brunetta, Deputato di Forza Italia
Renato Brunetta, Deputato di Forza Italia ( ANSA )

ROMA - «La guerra tra Governo e Commissione Europea sulla Legge di Bilancio 2019, costata agli italiani circa 300 miliardi di euro tra perdite finanziarie e recessione economica, nonché l'isolamento internazionale del nostro Paese è servita soltanto per avere un paio di decimali in più di deficit per finanziare inutili misure come il reddito di cittadinanza e la quota 100, si conclude, almeno per il momento, con una unica certezza: il prezzo da pagare, per tutto questo, sarà un maxi aumento dell'IVA nei prossimi anni». Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia.

Una catastrofe per consumatori e imprese

«Leggendo le tabelle della relazione tecnica che accompagnano la nuova versione della manovra - aggiunge - si scopre, infatti, che le clausole di salvaguardia dell'Iva, già sterilizzate per il 2019, ma ancora pendenti per il 2020 per 13,7 miliardi e, a decorrere dal 2021, in misura pari a 15,6 miliardi, sono state aumentate di altri 9,4 miliardi per il 2020 e di 13,2 miliardi a decorrere dal 2021. Il totale da disinnescare è così lievitato alla cifra mostre di 52 miliardi di euro. Risorse che, se non verranno trovate nella prossima Legge di Bilancio, faranno scattare il maxi aumento delle aliquote, con quella ordinaria che potrebbe arrivare persino alla cifra record del 26,5%, dal 22% attuale. Una catastrofe per consumatori e imprese».

La morsa dei rialzo dei tassi di interesse

«Rimangono poi - aggiunge - diverse le questioni aperte. Primo, continuiamo a pagare un differenziale dei tassi di interesse troppo alto, pari ancora a 250 basis points, mentre dobbiamo tornare sotto i 100 se vogliamo liberare dalla morsa del rialzo dei tassi di interesse le imprese e le finanze pubbliche. L'attuale deficit nominale promesso non è poi affatto sufficiente per ridurre quello strutturale fino a raggiungere il pareggio di bilancio nelle prospettive dell'evoluzione del bilancio pubblico per i prossimi anni».

Manovra assistenzialista

«La seconda questione è relativa ai danni prodotti finora. Chi li paga? Decine di aste del Tesoro hanno registrato rendimenti in netto aumento e fatto aumentare enormemente la spesa pubblica per interessi per i prossimi 30 anni. Infine, con questa manovra assistenzialista, i veri problemi dell'Italia, come la scarsa produttività e il risanamento della finanza pubblica, non vengono affatto affrontati, anzi aggravati con il reddito di cittadinanza e la quota 100. Finché non si risolveranno questi problemi, non ci potrà essere vera ripresa», conclude.