23 gennaio 2019
Aggiornato 10:09
Governo

L'«operazione scoiattolo» di Berlusconi per scovare i grillini scontenti e andare al governo

L'ex Cavaliere parla di «ribaltone vicinissimo», e allerta i suoi a sondare chi, nel MoVimento 5 Stelle, potrebbe cambiare casacca

Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi durante la presentazione del libro di Bruno Vespa «Rivoluzione»
Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi durante la presentazione del libro di Bruno Vespa «Rivoluzione»

ROMA - Berlusconi ne è convinto: ci sarà un ribaltone, presto, prestissimo. E Forza Italia sarà al governo. Già a gennaio. «Ci mancano 6-8 voti al Senato e sarà ribaltone, stiamo portando avanti i contatti con i 5 stelle responsabili, presto ci saranno delle novità» annuncia l'ex Cav ai suoi durante la cena di Natale. L'ha ribattezzata «operazione scoiattolo»: un input ai suoi per sondare i grillini più delusi dalla gestione Di Maio, e non solo. «Ognuno di voi cerchi di avvicinare un grillino scontento, ascoltate il loro malessere», si sarebbe raccomandato B. «Il Governo Conte è inadeguato, incompetente» tuona Berlusconi. «Questo governo non so quando finirà la sua storia, ma so con certezza che non durerà a lungo». Il leader di Fi avrebbe raccontato di aver sentito i governatori leghisti Luca Zaia e Attilio Fontana lamentarsi dell'alleanza giallo-verde che gli farebbe perdere consensi sul territorio. Per Berlusconi è ora che Matteo Salvini stacchi la spina. Ed è sempre più tentato di correre alle prossime Europee: pare infatti che sia pronto a scendere in campo per il voto di fine maggio.

L'operazione Libertà

Già in passato il leader di Forza Italia – messo all’opposizione dopo le elezioni – aveva lanciato un assalto simile, chiamandolo operazione Libertà. Un nome, come aveva raccontato il senatore Sergio De Gregorio durante il processo a Napoli, dato per scardinare il governo di centrosinistra: «Una strategia di guerriglia urbana per sabotare e destabilizzare il governo, una guerra senza esclusione di colpi, una sorta di battaglia navale dove ogni giorno si discuteva chi doveva parlare e avvicinare i senatori da provare a convincere». Allora, siamo nel 2008, il governo Prodi cadde.

Voto a 5 Stelle? Una «malattia». Eppure...

Sul M5s Berlusconi è sempre stato durissimo: per l'ex premier il voto ai 5 Stelle è una «malattia» che ha colpito gli italiani. I dittatori non sono venuti fuori da un colpo di stato ma da un voto popolare, ha ragionato l'ex presidente del Consiglio citando Hitler e Fidel Castro. Qualche giorno fa mi sono guardato allo specchio - ha raccontato Berlusconi ai parlamentari -. Ho visto un uomo leggermente più alto che è sceso in campo nel '94 contro i comunisti. Ora si tratta di battere i Cinque stelle, che sono peggio. Questi signori dei Cinque Stelle non sanno nemmeno cosa sia la vera democrazia». E lanciava l'allarme sulla manovra: «La situazione è pericolosa, con questa manovra andiamo verso la recessione. Non c'è nulla per la crescita, sulla riduzione fiscale, sulle infrastrutture e sulle imprese». E poi «altro che sovranismo. I Cinque Stelle e la Lega si stanno facendo scrivere la manovra a Bruxelles». Il Cav boccia non solo la legge di bilancio ma anche il reddito di cittadinanza: «E' un bluff». Eppure, pensa proprio a loro.

Un governo di centrodestra?

In realtà i parlamentari azzurri frenano su questa prospettiva: «Noi - spiega un 'big' pentastellato a palazzo Madama - temiamo che qualcuno possa guardare a sinistra, non certo a destra». Anche i transfughi del Movimento che non hanno votato il dl sicurezza non sono stati cacciati dal gruppo. Prenderanno una reprimenda al massimo, ma nulla di più. Ed in ogni caso - osserva un 'big' di FI - Salvini non ha alcuna intenzione di legittimare di nuovo Berlusconi, e dunque farà di tutto per tenere in piedi questo governo. Anche il governatore della Liguria Giovanni Toti frena: «L'operazione scoiattolo? Gli scoiattoli li lascerei al campo della zoologia, ai documentari sulla natura e non al Parlamento». «Non so se è possibile» - ha aggiunto - creare una nuova maggioranza di centrodestra con il soccorso dei parlamentari delusi in caso di crisi del governo Conte, ma «io lo riterrei molto inutile, forse addirittura dannoso». Toti, come altri, è convinto che sia il centrodestra che il centrosinistra debbano compiere un percorso di maturazione per tornare la governo. «L'opinione pubblica non vedrebbe di buon occhio l'ennesimo tentativo di trasformismo parlamentare dopo un governo come quello giallo-verde fatto con la colla. Oggi vedere un ulteriore ribaltone - avverte il governatore ligure - con un pezzo di partito che si spacca e una serie di novelli responsabili non è esattamente quello che la gente vuole».