24 ottobre 2019
Aggiornato 03:30
Trasporti

Taxi bloccati e code infinite: tassisti contro Ncc, Ncc contro M5s: «Buffoni»

Tassisti contro Ncc, il governo nel mezzo: il risultato sono caos e servizi a singhiozzo a Roma e Milano con servizi rallentanti, taxi chiusi e gente in fila

Un momento della protesta dei tassisti romani davanti al Senato
Un momento della protesta dei tassisti romani davanti al Senato ANSA

ROMA - Tassisti contro Ncc (il noleggio con conducenti), il governo nel mezzo: il risultato sono caos e servizi a singhiozzo a Roma e Milano con servizi rallentanti, taxi chiusi e gente in fila. E mentre l’Unione Radiotaxi italiani chiede ai colleghi «non fermate il servizio, perché è tutto da decidere», il Garante degli scioperi sta monitorando la situazione e avverte: scatteranno le sanzioni per i tassisti che stanno violando la legge. Gli Ncc protestano contro l’entrata in vigore da gennaio della nuova normativa che prevede l’obbligo di tornare in rimessa dopo la corsa. Una legge che secondo gli Ncc metterebbe a rischio centinaia di posti di lavoro. Ieri sono scesi in piazza a Roma, traffico in tilt, con qualche tensione, presi di mira i taxi che passavano, e bandiere dei M5s in fiamme, fino alle urla «buffoni» sotto il Senato. Oggi sono partiti dall’Esquilino e sono tornati sotto al Senato.

La protesta dei tassisti

E qui li ha raggiunti un gruppo di tassisti. Una protesta tutto sommato pacifica, ma le indiscrezioni su una modifica alla manovra per venire incontro ai Noleggio con conducente ha fatto via via montare la rabbia dei tassisti. Che in serata, a manifestazioni chiuse, hanno dato via ad una protesta più silenziosa ma che ha sostanzialmente mandato in blocco il servizio soprattutto a Roma: lunghe file da Termini a Fiumicino, da Ciampino alla Tiburtina, persino in cento a due passi da Palazzo Chigi, file di persone alle stazioni dei taxi, e auto bianche parcheggiate, chiuse. Con tassisti divisi: «Crumiri», hanno apostrofato alcuni i colleghi che continuano a lavorare.

L'accordo con Rixi

«C’è un rallentamento del servizio taxi, a Fiumicino, a Roma Termini, ma anche a Ciampino o alla Tiburtina, e a Milano a Malpensa ad esempio, dovuto alla preoccupazione che l’accordo di ieri con Rixi venga modificato consentendo un’ulteriore deroga agli sconfinamenti dai comuni di origine da parte degli Ncc», spiega Loreno Bittarelli, presidente di Unione Radiotaxi italiani, lanciando però un appello: «Di fronte a questa preoccupazione l’Unione Radiotaxi italiani invita tutti i tassisti a svolgere regolarmente il servizio finché non ci saranno notizie certe. Noi monitoriamo con attenzione ciò che accade al Senato».

Il governo li ha traditi?

Per ora c’è solo un’indiscrezione, che il governo vorrebbe modificare un emendamento su cui hanno trovato un accordo, ma «se così fosse sarebbe un tradimento rispetto ai patti». Quindi se da un alto c’è l’invito ai tassisti «non fermate il servizio, no arrecate disagi ai cittadini», dall’altro «vigileremo su quello che accade soprattutto domani, seguiremo minuto per minuto gli sviluppi» e «se dovessimo essere traditi nelle aspettative anche noi dovremmo scendere in campo, nei modi che la legge ci consente, senza blocchi istantanei e danni al servizio ma dovremmo anche noi avere modo di protestare».

Il garante degli scioperi che fa?

Il rischio caos quindi non è ancora scongiurato, soprattutto in un momento in cui la capitale è affollata di turisti e vacanzieri natalizi. Il garante degli scioperi però non starà a guardare: «L’Autorità di garanzia – afferma il presidente Giuseppe Santoro Passarelli – sta monitorando con la massima attenzione la situazione e, come già accaduto in passato, non esiterà a sanzionare ogni comportamento al di fuori delle norme di legge, a tutela dei cittadini utenti del servizio». «Nel periodo delle festività, in particolare – aggiunge il presidente – la maggiore affluenza dei turisti impone maggiore responsabilità nella garanzia di un servizio pubblico essenziale come quello dei taxi».