16 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

Fontana: «Per far ripartire il paese, dobbiamo incentivare la natalità»

Il Ministro per la Famiglia: «E' una priorità anche economica. In manovra sono state portate a casa diverse misure importanti»

Il Ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana
Il Ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana (ANSA)

ROMA - «Dall'anno prossimo, da gennaio, vogliamo partire creando una carta per l'incentivo alla natalità. Se si vuole ripartire e far crescere questo Paese l'unica via è quella dell'aumento della natalità». Lo ha detto Lorenzo Fontana, ministro per la Famiglia e le Disabilità, in un'intervista al Tg2000 il telegiornale di Tv2000.

FONDO FAMIGLIA - «Non si può dire che non sia andata bene», ha proseguito il ministro commentando la Manovra, «sono state portate a casa diverse misure importanti: l'incentivo della natalità, parliamo di 440 milioni di euro, il fondo famiglia che prima non esisteva, 100 milioni di euro ogni anno per i prossimi 3 anni, lo sgravio per gli asili nido che verrà portato da 1000 a 1500 euro».

SITUAZIONE DRAMMATICA - «Però c'è molto da fare - ha ribadito il Ministro - perché la situazione italiana per quanto riguarda la natalità è drammatica. La cosa che mi interessa è far capire che al di là della questione etica e morale, di sostegno alla famiglia come nucleo fondante della società, c'è una questione economica. Se un Paese non cresce da un punto di vista demografico, non può crescere da un punto di vista del prodotto interno lordo e conseguentemente non può far calare il debito pubblico».

FAMIGLIE EXTRACOMUNITARI - «Questa carta, che è stata fatta nel 2016, non è ancora entrata in vigore. Con le risorse scarse che ci sono non è facile e stiamo cercando di settorializzare il più possibile. Ma ci sono tantissimi altri interventi dove non c'è alcun limitazione». Lo ha detto Lorenzo Fontana in merito alla carta che esclude le famiglie degli extracomunitari. «L'importante però è che le misure siano effettive, perché se non sono effettuate si può inventare chissà quale bellezza, ma se poi è un diritto a cui nessuno riesce ad accedere non serve a nulla».