15 dicembre 2018
Aggiornato 18:30

I numeri della linea Salvini sull'immigrazione: meno sbarchi, più espulsioni

Il ministro dell'Interno rende note le statistiche dei primi sei mesi di governo: gli approdi in Italia sono crollati dell'83% rispetto allo scorso anno

Il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini
Il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini (ANSA)

ROMA – Gli effetti della politica del governo sull'immigrazione si vedono. E sono i numeri, in concreto, a testimoniarlo: le ultime statistiche, rese note oggi dallo stesso Matteo Salvini, che prendono in considerazione il periodo che va fino al 30 novembre scorso, infatti, registrano una drastica diminuzione degli sbarchi di migranti in Italia. «Nei primi sei mesi di governo si è registrato un netto abbattimento del flusso migratorio: dal 1° giugno al 30 novembre 2018 sono giunti in Italia 9581 immigrati, a fronte di 56814 dello stesso periodo del 2017, ovvero -83%. In particolare dalla Libia si è registrato un calo del 92% – ha detto il ministro dell'Interno, in una audizione al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen – Nel 2018 emergono inoltre significative variazioni in merito alle provenienze geografiche dei migranti sbarcati: si evidenzia una netta diminuzione da Bangladesh -96%, Gambia -95%, Siria -94%. Sono state rimpatriate 2774 persone in posizione irregolare, di cui 1984 con accompagnamento alla frontiera, in particolare verso Tunisia, Albania e Marocco. Nello stesso periodo sono state arrestate 123 persone, di diverse nazionalità, per reati connessi all'immigrazione clandestina», ha concluso il titolare del Viminale.

Sbarchi dei minori
La stessa tendenza si conferma anche per quanto riguarda le cifre degli sbarchi dei minori: «Il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati sulle coste italiane, negli scorsi anni purtroppo in costante aumento, ha subito una significativa riduzione nel 2018 – prosegue il vicepremier – Il numero di minori sbarcati sul nostro territorio è stato di 1395, con una riduzione dell'81% rispetto all'anno scorso. Il numero di minori stranieri non accompagnati presenti al 31 ottobre nelle strutture di accoglienza ad essi dedicate, comprese quelle gestite dai Comuni, è di 11838, a fronte dei 18479 presenti alla stessa data dell'anno scorso. In particolare, al 30 novembre le presenze complessive nei centri di accoglienza per minori non accompagnati è di 2979 persone».

Asilo e antiterrorismo
Il leader della Lega si è concentrato anche sul tema dei permessi umanitari, concessi con grande facilità negli ultimi anni: a dimostrarlo è il fatto che, rispetto a quelli riconosciuti, la percentuale di quelli che sono poi stati effettivamente convertiti è estremamente bassa: «All'alto numero di permessi di soggiorno per motivi umanitari riconosciuti negli ultimi tre anni, a seguito del rigetto della domanda di asilo, non è neppure seguita una effettiva inclusione sociale e lavorativa dello straniero – ribadisce Salvini – Nel periodo considerato, infatti, su circa 40 mila tutele umanitarie concesse solo 250 sono state poi convertite per ricongiungimenti familiari e solo 3200 per permessi di lavoro. La conseguenza è che gran parte di queste persone è rimasta in Italia senza concrete prospettive di stabilizzazione, con il rischio molto concreto di essere attratta in percorsi di illegalità».

La cooperazione con Europol
Ad essere aumentate, invece, sono le espulsioni dal nostro territorio degli immigrati sospetti terroristi: «Dal 1° giugno sono stati adottati 66 provvedimenti di espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato e di prevenzione del terrorismo, con un trend in crescita rispetto ai primi mesi dell'anno quando erano stati 48 i provvedimenti. In generale, in ragione del rischio di infiltrazione terroristica nei flussi migratori, si sta lavorando per un'azione sempre più integrata tra le strutture di intelligence nazionali ed europee. La cooperazione con Europol ha consentito complessivamente di sottoporre a controlli di secondo livello 5500 persone, in occasione dei vari eventi di sbarco che hanno interessato le coste italiane fino allo scorso ottobre. Tale attività ha generato 45 segnali positivi relativi a ipotesi di reingresso illegale in territorio Schengen o possesso e fabbricazione di documenti falsi».

E i regolari ringraziano
L'azione del ministero dell'Interno, dunque, si sta rivelando sempre più incisiva ed efficace. Un'azione che è mossa dall'intenzione di arginare l'immigrazione irregolare, e che finisce dunque per favorire anche chi entra in Italia con i documenti in regola, come lo stesso Salvini ci tiene a sottolineare: «La cosa più bella, al di là degli italiani, sono i complimenti di tanti immigrati regolari che mi fermano e mi dicono 'grazie, perché con una immigrazione fuori controllo anche noi che paghiamo le tasse e mandiamo i figli a scuola eravamo messi nel pentolone del: sono tutti uguali, fanno tutti casino' – ha dichiarato a Carta Bianca su RaiTre – Invece un'immigrazione limitata, controllata e positiva è un bene per chi arriva e un bene per chi è già qua».