20 agosto 2019
Aggiornato 11:00

Boldrini scarica Leu. Esplode la rabbia: «Ci ha trattati come un bus elettorale»

Continuano a volare stracci a sinistra. Liberi e Uguali ormai non esiste più. L'ex presidente della Camera: «Progetto senza futuro»

Laura Boldrini in occasione di una conferenza stampa a Milano, 21 marzo 2018
Laura Boldrini in occasione di una conferenza stampa a Milano, 21 marzo 2018 ANSA

ROMA - La decisione è stata consensuale, tanto di MdP che di Sinistra Italiana: Liberi e Uguali non esiste più. Ma a dar fuoco alle polverini sono state le dure parole di Laura Boldrini ai vertici di quello che ormai è palesemente stato solo un cartello elettorale: «LeU era un progetto senza futuro». Detto dal volto forse più autorevole del "non partito", anche se al suo interno l'ex presidente della Camera è sempre stata considerata un'indipendente, queste parole non potevano passare in silenzio. E così è stato. «Non siamo un autobus elettorale», è la critica del partito di sinistra nato a ridosso delle elezioni del 2018 all'ex presidente della Camera che, secondo i suoi ex colleghi, si sarebbe fatta eleggere per poi voltargli le spalle.

I motivi dell'addio
Il risultato del 4 marzo, l'analisi di Laura Boldrini, ha «sancito una inequivocabile sconfitta del centrosinistra» ha spiegato in un'intervista a FanPage, «compresa la lista di LEU che ha superato a stento il 3%. Come si poteva pensare di trasformare una sconfitta di quelle dimensioni in un partito? Era un progetto senza futuro, per questo subito e in totale trasparenza alla prima assemblea nazionale dissi che non credevo nel processo costituente del partito LEU. E dissi quello che secondo me bisognava fare». Cioè «andare oltre quella esperienza bocciata alle urne anziché volerla ostinatamente trasformare in un partito».

Verso l'assemlea di Roma
Il 24 novembre il "non partito" si troverà in assemblea costituente a Roma. E non sarà un'assemblea di baci e abbracci. Laura Boldrini ha già comunicato che continuerà a lavorare «per un’area progressista aperta a ciò che si muove nella società civile e unitaria perché le elezioni europee sono vicine e troppo importanti per andare alla spicciolata». Parole che aprono a un bivio: Zingaretti da una parte, De Magistris dall'altra. 
 
La "base" contro Boldrini
Ma da Milano, dove Laura Boldrini è stata candidata e poi eletta, arriva la dura replica a firma Dario Liotta pubblicata sul sito del Coordinamento dei comitati di LeU: «Cara Laura Boldrini, spero che per te il detto 'mi faccio eleggere, poi chi si è visto si è visto' oppure 'le promesse che si fanno ai grulli, poi non si devono mantenere’' almeno per te non valga. Spero insomma che la nostra comunità, per quanto piccola, sufficiente comunque per farti eleggere, non sia stata intesa solo come un ‘autobus elettorale'». E ancora: «Sai che alla comunità che ti ha eletto, è stato promesso che, dopo il 4 marzo, avreste tutti lavorato per costruire insieme un soggetto politico della sinistra, c’era scritto anche nel programma che avete presentato agli elettori...». E invece è già il momento di andare "oltre" (anche) Liberi e Uguali.