24 novembre 2020
Aggiornato 07:30
MoVimento 5 Stelle

Richiamare, sospendere o espellere i «dissidenti»: sale la tensione nel M5s

Al centro il «caso De Falco». Il Collegio dei Probiviri pronto a prendere provvedimenti nei confronti dei parlamentari che non hanno votato il Dl Genova

ROMA - «Se un esponente 5 Stelle vota contro le indicazioni del gruppo compie una violazione tale da portare all'espulsione? Il regolamento parla chiaro: c'è l'impegno a votare la fiducia di un governo con un premier espressione del M5S». Il messaggio di Jacopo Berti, consigliere Movimento 5 stelle alla Regione Veneto ma, soprattutto (in questo caso) membro del Collegio dei Probiviri, è chiaro. E il concetto è stato ribadito in diretta radiofonica a un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. Cosa rischiano i senatori che hanno fatto finire in minoranza il governo? «Quel che c'è scritto nel regolamento: dal richiamo si passa alla sospensione fino all'espulsione. La penale economica si applica nel caso si faccia il 'salto' nel Misto lasciando il Movimento»

Cosa accadrà
Si è detto che questa penale poteva esser applicata a De Falco... «No, il regolamento parla chiaro». Chi sono i suoi colleghi deferiti al momento? «Nugnes, De Falco, Mantero, la Fattori e La Mura». Quando deciderete il destino politico dei cinque dissidenti? «In questi giorni», ha concluso a Un Giorno da Pecora Berti. Ma il problema è ben più ampio e il rischio «dissenti» non fa dormire sonni tranquilli ai piani alti del Movimento: nel voto che ha dato il via libera al Dl Genova sono infatti mancati dieci voti «gialli»: Vittoria Deledda Bogo, Alfonso Ciampolillo, Saverio De Bonis, Gregorio De Falco, Luigi Di Marzio, Elena Fattori, Michele Giarrusso, Cinzia Leone, Paola Nugnes e Mario Turco.

De Falco: «Non credo verrò espulso»
Ma il Senatore Gregorio De Falco non teme di essere espulso e ai microfoni di Fuorigioco su Rai Radio 1 ha ribadito che «qui non c'è alcun sodalizio, alcuna organizzazione. Ognuno risponde a se stesso, alla propria coscienza, anche in maniera estemporanea. Io a un certo punto mi sono trovato di fronte al bivio. Cioè se votare sì o se non votare: e alla fine è andata così». De Falco spiega di sentirsi «assolutamente» dentro al Movimento e di non aver ricevuto nessuna comunicazione né ufficiale né ufficiosa circa l'avvio di un procedimento.

«Io in linea con il Movimento 5 stelle»
Nell'intervista si è parlato anche delle possibili conseguenze di un procedimento: Il vincolo di mandato? «Non c'entra». Il riferimento - spiega De Falco - è il 68 della Costituzione, cioè la libertà di votare liberamente. «Sono due cose differenti: il vincolo alla libertà di mandato intende evitare che si cambi casacca; altro è esprimere un voto, un parere, un'opinione. Io non credo che si possa essere esclusi per aver espresso un'opinione o un voto. Io non sto cambiando linea politica. Sto esprimendo un'opinione e un voto su un aspetto specifico. Tra l'altro in piena coerenza con la visione del Movimento. Una delle stelle infatti riguarda la tutela ambientale. Se la mia espulsione avvenisse? Io non credo che avverrà».

Buffagni: «De Falco, torni in aula, c...»
Ma a gettare benzina sul fuoco è intervenuto il sottosegretario agli Affari regionali Stefano Buffagni che ha commentato con una battuta la «defezione» del senatore 5stelle sul voto al dl Genova: «De Falco ha lasciato la nave, anzi l'aula. Mi torna in mente il suo 'torni a bordo, c...' e mi vien da sorridere e da intimargli: torni subito in aula». Aggiunge Buffagni: «De Falco avrebbe dovuto assumersi le proprie responsabilità, entrando in aula anche per esprimere il suo voto contrario se convinto delle sue ragioni. Che forse tanto granitiche non erano se si è tenuto alla larga dall'emiciclo».

L'attacco a De Falco
Conclude il sottosegretario M5s: «Dov'era De Falco mentre al Senato si approvava il decreto emergenze? Un provvedimento che fa ripartire Genova, reintroduce la cassa integrazione per cessazione abolita dal vecchio governo e sblocca la ricostruzione delle aree terremotate del centro Italia e di Ischia. Il Movimento ha dimostrato grande responsabilità, lui invece no! La prossima volta De Falco 'torni in Aula'».