15 dicembre 2018
Aggiornato 10:30

I 10 senatori M5s (e gli 8 della Lega) che non hanno votato il decreto Genova

Oltre a De Falco e Nugnes, che già avevano mandato sotto il governo in commissione, si allarga il gruppo degli assenti pentastellati. Si astiene anche Bossi
I senatori del Movimento 5 stelle Gregorio De Falco ed Elena Fattori, che non hanno votato il decreto Genova
I senatori del Movimento 5 stelle Gregorio De Falco ed Elena Fattori, che non hanno votato il decreto Genova (Profilo Facebook Elena Fattori | ANSA)

ROMA – Dieci senatori del Movimento 5 Stelle e otto della Lega non hanno preso parte alla votazione del decreto Genova oggi al Senato. Il provvedimento è passato definitivamente con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astenuti. I grillini assenti sono stati Vittoria Deledda Bogo, Alfonso Ciampolillo, Saverio De Bonis, Gregorio De Falco, Luigi Di Marzio, Elena Fattori, Michele Giarrusso, Cinzia Leone, Paola Nugnes e Mario Turco. Sul fronte Lega non hanno partecipato al voto perché in congedo o in missione, come emerge dai tabulati del Senato, il ministro dell'Interno Matteo Salvini, il viceministro per le Infrastrutture Armando Siri, i ministri Giulia Bongiorno e Gian Marco Centinaio e i sottosegretari Stefano Candiani e Lucia Borgonzoni. Ancora, mancano all'appello i senatori del Carroccio Antonella Faggi e Umberto Fusco. Presente in aula, invece, Umberto Bossi che si è astenuto.

Dissenso in aumento
I voti favorevoli al decreto sono arrivati, altre che dalle due forze di governo, da alcuni senatori del misto e da Fratelli d'Italia. I contrari sono del Pd, in compagnia di esponenti delle Autonomie e di alcuni senatori del misto. Gli astenuti sono tutti di Forza Italia (come già accaduto alla Camera). Da segnalare che insieme a Bossi si è astenuto l'ex M5S, ora nel Misto, Carlo Martelli. Non ha avuto dunque conseguenze sul provvedimento l'incidente di ieri, con il governo battuto per la prima volta in commissione su un emendamento di Forza Italia relativo al condono a Ischia. Ma conseguenze politiche ne ha avute eccome, soprattutto sul fronte delle divisioni nei Cinque Stelle, evidentemente ancora non superate. Il fronte dei dissidenti, anzi, si è ulteriormente allargato rispetto ai cinque senatori già venuti a mancare nella fiducia sul decreto sicurezza e sui quali il Movimento ha aperto una istruttoria ai probiviri.

I commenti politici
Il capogruppo M5s al Senato, Stefano Patuanelli, minimizza: «Quello che è successo in Commissione Lavori Pubblici non riguarda né il governo né la maggioranza, che è e resta solida. Riguarda solo due persone che hanno tradito l'impegno preso con i cittadini: Gregorio De Falco e Paola Nugnes. I lavori in commissione vanno avanti e in aula correggeremo questa spiacevole stortura». Ma il Partito democratico infierisce: «Dissentire nel M5S è un reato, i dissidenti vengono accompagnati sul rogo. È una vecchia storia orribile che si ripete anche oggi. È inaccettabile che un gruppo parlamentare funzioni con queste regole barbare», scrive su Twitter il senatore Pd Stefano Collina, dell'ufficio di presidenza del gruppo dem a Palazzo Madama. Gli fa eco la vicepresidente del gruppo dem, la senatrice Valeria Valente: «I senatori Nugnes e De Falco che hanno difeso la legalità e i principi per cui sono stati eletti e hanno votato contro il condono a Ischia saranno sbattuti fuori dal gruppo e dal M5s. La senatrice Fattori denuncia il 'clima di terrorismo psicologico' nel suo partito. Ecco la democrazia a 5 Stelle». E c'è chi addirittura prevede un prossimo allargamento del fronte malpancista: «Il condono di Di Maio fa schifo anche a tanti parlamentari del M5S, ben 10 solo in Senato – dichiara l'altra vicepresidente Caterina Bini – C'è da capirli, hanno iniziato a fare politica rivendicando l'onestà, e sono finiti ad andare a braccetto con Berlusconi approvando l'abusivismo. Per ora ci sono 10 senatori dissidenti, contiamo sul fatto che possano aumentare nei prossimi giorni».