16 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

Lele Mora nuovo direttore de l'Unità? L'editore: «Nessuna proposta di acquisto. Lo denunciamo»

Prima era solo una voce. Poi è stato lo stesso Mora a confermare: «Stiamo comprando l'Unità». Ma la Piesse smentisce: «Notizia falsa»

Lele Mora durante la presentazione del libro di Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore
Lele Mora durante la presentazione del libro di Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - La notizia che Lele Mora starebbe per mettere le mani su L'Unità, per decenni quotidiano di riferimento della sinistra, è stata una vera e propria bomba. Lui, l'uomo "degli scandali", che si vanta di avere un busto di Mussolini in casa, pronto a dirigere il giornale fondato da Antonio Gramsci. «Non c'è niente di vero». A sganciare l'altra bomba, volta ad annullare la precedente, è direttamente la Piesse, società editrice de l'Unità, che ribadisce «ancora una volta in maniera chiara e ferma che non c'è stato alcun tipo di incontro né è stata presentata alcuna proposta di acquisto da parte del signor Lele Mora e di RetewebItalia nei confronti del nostro giornale».

«Denunciamo Mora»
Unità srl, di cui è proprietaria al 100% la Piesse (Pessina e Stefanelli), ha dato mandato ai suoi legali di perseguire legalmente Lele Mora «e quei media che continueranno a riportare questa notizia falsa. Il sig. Mora non è il direttore de l'Unità, né la società editrice del giornale è stata acquistata da parte dei suoi amici imprenditori. Le affermazioni ribadite ieri sera nel corso di una trasmissione televisiva sono pertanto false e destituite di ogni fondamento».

«No alle speculazioni sulla storia de L'Unità»
«Unità srl» si legge nella nota «ha il dovere di difendere la storia de l'Unità, la sua gloriosa testata e, soprattutto i suoi lavoratori con le loro famiglie, che non devono subire l'umiliazione di vedere uno dei tanti rider e speculatori farsi pubblicità in questo modo disdicevole. Lavoratori a cui dovrebbe andare il massimo rispetto da parte di tutti, visto che sono impegnati in questi giorni in una delicata vertenza sindacale in vista della riorganizzazione del giornale».