16 novembre 2018
Aggiornato 00:00

Prescrizione, il M5s sfodera un escamotage per blindare la Lega

Il vertice con il ministro della Giustizia andato a vuoto, la palla rinviata a un incontro di «livello più alto»: ecco la mossa del M5s
Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede
Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA - Dopo il vertice con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede andato a vuoto, e la palla rinviata a un incontro di «livello più alto» tra i leader, resta sostanzialmente intatta la distanza tra Lega e M5s sulla prescrizione. La prova è in quanto è successo nelle commissioni riunite Giustizia e Affari costituzionali della Camera chiamate a decidere sull’ammissibilità dell’emendamento «incriminato», quello cioè che prevede lo stop alla prescrizione dopo il primo grado a prescindere che la sentenza sia di assoluzione o condanna. I relatori, Francesca Businarolo e Francesco Forciniti, hanno sì ritirato l’emendamento ma soltanto per presentarne uno identico che non fa altro che integrare il titolo del provvedimento.

L'escamotage
Nel secondo capoverso si legge infatti: «Conseguentemente al titolo del ddl dopo le parole pubblica amministrazione inserire le seguenti: nonché in materia di prescrizione del reato». Di fatto, si tratta di un escamotage che consente proprio di superare il primo scoglio: quello dell’inammissibilità. Segno che il M5s, a differenza di quanto ribadito da Luigi Di Maio, non sembra essere così intenzionato ad aprirsi a soluzioni altre per fare un passo in avanti in direzione Lega.

La lega non arretra
Lega che, anch'essa, non sembra intenzionata ad arretrare nemmeno di un passo. «Abbiamo fatto una discussione con M5s sui 12 articoli del ddl anticorruzione. C’è la possibilità di un accordo ma rimane il dissenso sul famoso emendamento sulla prescrizione», ha detto Igor Iezzi, deputato del Carroccio, a margine dei lavori delle commissioni. A suo giudizio, dunque, «serve una legge ad hoc, si può fare anche subito ma non si può ottenere la riforma con un emendamento di tre righe. I relatori ne hanno presentato uno nuovo identico al precedente che cambia il titolo della legge. Non è la soluzione».