18 novembre 2018
Aggiornato 17:00

Pizzarotti parte da Roma e sfida Raggi: l'ex grillino prova a prendersi la sinistra

Il sindaco di Parma nella Capitale per lanciare la sfida all'ex collega di Movimento con il progetto di Italia in Comune, il partito dei sindaci
Federico Pizzarotti, presidente di Italia in comune e sindaco di Parma
Federico Pizzarotti, presidente di Italia in comune e sindaco di Parma (Maurizio Brambatti | ANSA)

ROMA - Italia in Comune, il partito dei sindaci fondato da Federico Pizzarotti e Alessio Pascucci, sindaci di Parma e Cerveteri (Rm) sbarca nella Capitale e lancia la sfida per il Campidoglio con un progetto politico «che parte dalle competenze e dalla capacità di chi ha dimostrato di saper amministrare i territori». Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina in Campidoglio il presidente, Federico Pizzarotti, insieme al coordinatore nazionale, Alessio Pascucci, hanno presentato il coordinatore di Roma e Provincia, Dario Nanni, già consigliere comunale per tre mandati col Pd. «Non siamo qui per parlare contro gli altri ma per presentare delle proposte per la Capitale partendo dall'ascolto del territorio, quell'ascolto che qui è venuto a mancare con la sottovalutazione delle proteste dei cittadini», afferma Pizzarotti, secondo il quale la Capitale «non può più essere merce di scambio per la politica nazionale e merita poteri speciali perché rappresenta un valore nazionale sul quale tutto il Paese ha il dovere di investire».

Il progetto di Italia in Comune parte da Roma
Italia in Comune, ha spiegato Alessio Pascucci, «sta lavorando per costruire un'alternativa che non sia subalterna ai partiti. La Capitale e la sua area metropolitana sono abbandonate all'incompetenza di chi pensa di poter governare senza neppure ascoltare le istanze dei cittadini». Il nuovo partito sarà guidato a Roma e Provincia da Dario Nanni, già consigliere comunale per tre consiliature, con il record di presenze in assemblea capitolina. «A Roma giocheremo un ruolo fondamentale» ha spiegato Nanni «stiamo lavorando in tutti i Municipi raccogliendo tanti consensi tra la società civile e i comitati scontenti di come stanno andando le cose. La sfida che lanciamo è quella di riportare la competenza al governo dimostrando il fallimentare progetto di far amministrare Roma da chi grida solo onestà».

Pizzarotti, l'ex grillino contro il M5s
Inevitabilmente, però, la conferenza stampa si è trasformata in un attacco da parte dell'ex sindaco grillino nei confronti del Movimento 5 stelle che, «negli ultimi anni ha sempre sostenuto che il Parlamento dovesse essere centrale, non il Governo, non i decreti che la maggioranza imponeva, ora sta facendo peggio della maggioranza che criticava, E' la coerenza una delle parole più dimenticate d'Italia e che il M5S non ha mai conosciuto se non a parole». Negli ultimi anni «ha usato la tattica del 'palla lunga e pedalare', cioè puntare subito al nuovo argomento per mettere sotto silenzio il vecchio, se c'è un problema negarlo perché poi la gente se ne dimentica. La tattica di Renzi, quindi niente di nuovo nella politica italiana, mentre nella politica italiana ci vogliono fatti concreti».

«Di Battista è la spalla naturale di Di Maio»
E se con il ritorno in Italia di Di Battista il Movimento 5 stelle tornasse alle origini? «Di Battista è la spalla naturale di Di Maio» ha replicato Pizzarotti. «Di Maio è quello in giacca e cravatta che fa il convegno al chiuso, Di Battista è quello in moto che fa il convegno all'aperto. Ma sono due facce della stessa medaglia». Un Movimento dalla voce unica, secondo Pizzarotti. Ed è questa la differenza con Italia in Comune che tiene a rimarcare: «Bisogna capire se si vuole solo avere l'opportunità di essere più visibili e di sentirsi politici visibili nelle trasmissioni, e per questo di 'reprimere nel sangue' e espellere, isolare all'interno del gruppo e fuori dal gruppo» ha aggiunto Pizzarotti. «Non c'è modalità di dialogo e di mediazione. Questa era l'impostazione di Casaleggio padre ed è ancora l'impostazione di Casaleggio figlio e di Casalino. In questo quello che mi meraviglio è che non co sia una classe politica interna che voglia crescere e che sappia ribellarsi come abbiamo fatto noi e altri, a queste impostazioni dall'alto». Soprattutto, Pizzarotti si è detto «meravigliato di come i cittadini non si rendano conto di questo e giustifichino ogni cosa».