25 giugno 2019
Aggiornato 07:30
Terrorismo

Cesare Battisti, la vicenda infinita del terrorista rosso a cui Salvini vuole mettere fine

Il ministro dell’Interno ha affermato che chiederà al neopresidente brasiliano Bosonaro l’estradizione di Cesare Battisti

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini e l'ex brigatista Cesare Battisti
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini e l'ex brigatista Cesare Battisti ( ANSA )

ROMA - Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha affermato che ora, dopo la vittoria del candidato di estrema destra Jair Bolsonaro alle presidenziali brasiliane, chiederà l’estradizione di Cesare Battisti, condannato in Italia per terrorismo e rifugiato in Brasile dopo molti anni in Francia. «E dopo anni di chiacchiere, chiederò che ci rimandino in Italia il terrorista rosso #Battisti. #Eleiçoes2018 #OBrasilVota17 #Brasile #Bolsonaro», ha twittato il leader della Lega. E nella notte arriva un messaggio di Eduardo Bolsonaro, figlio del neo-eletto presidente del Brasile, diretto proprio all'Italia e a Matteo Salvini. «Regalo in arrivo» risponde Bolsonaro Jr., ringraziando Salvini per "il supporto. La destra diventa più forte". Già alla vigilia del ballottaggio brasiliano, Salvini aveva annunciato la mossa. «Per il voto di domani in Brasile – aveva affermato il ministro – confermo tutto il mio appoggio a Jair Bolsonaro. Gli ho inviato una lettera e ieri sera ha pubblicato un video per ringraziarmi e garantirmi che, se diventerà presidente, il noto terrorista rosso Cesare Battisti, condannato all’ergastolo, da sempre protetto dai politici e dagli intellettuali di sinistra di mezzo mondo, verrà finalmente restituito all’Italia».

La vicenda Battisti
Già membro del gruppo Proletari Armati per il Comunismo, Battisti era stato condannato in contumacia all'ergastolo, con sentenze passate in giudicato, per quattro omicidi, due commessi materialmente, due in concorso con altri (concorso materiale in un caso, morale nell'altro, secondo la legislazione d'emergenza degli Anni di piombo), oltre che per vari reati legati alla lotta armata e al terrorismo. Evaso dal carcere nel 1981, dichiara la sua innocenza per quanto riguarda gli omicidi e chiede l'amnistia per il periodo 1969-1990. Dagli anni '90 si dà alla letteratura, ottenendo pure un discreto successo con romanzi noir d'ispirazione autobiografica.

Fughe all'estero, figli e matrimoni
Trascorre la prima fase della sua latitanza in Messico e in Francia, dove riesce a beneficiare a lungo della dottrina Mitterrand. Si sposa, ha due figlie e ottiene persino la naturalizzazione, poi revocata prima che gli venisse conferita la cittadinanza. Infine finisce in Brasile, dove si trova dal 2004. Qui viene arrestato nel 2007: Battisti viene detenuto in carcere a Brasilia fino al 9 giugno 2011. Sconta in totale circa sette anni di carcere. Inizialmente gli viene concesso lo status di rifugiato, poi revocato. Il 31 dicembre 2010 l'allora presidente brasiliano Lula annuncia il rifiuto dell'estradizione in Italia e gli concede il diritto d'asilo e il visto permanente. Della questione viene però investito il Tribunale supremo federale brasiliano, su sollecito della nuova presidente del Brasile Dilma Rousseff, che l'8 giugno 2011 nega definitivamente l'estradizione, con la motivazione che avrebbe potuto subire "persecuzioni a cause delle sue idee». Contro l'estradizione si sono schierati molti intellettuali, come Gabriel García Márquez, Bernard-Henri Lévy, Daniel Pennac, Tahar Ben Jelloun.

E adesso?
Battisti viene quindi scarcerato, dopo aver scontato la pena per ingresso illegale tramite documenti falsi, e rimane in libertà fino al 12 marzo 2015, giorno in cui viene nuovamente arrestato dalle autorità brasiliane in seguito all'annullamento del permesso di soggiorno. Ma anche questa volta viene rilasciato quasi subito. Nell'ottobre 2017 viene ancora arrestato al confine con la Bolivia, e scarcerato poco dopo. Secondo la legge brasiliana i crimini commessi sarebbero caduti in prescrizione nel 2013. Nel frattempo, l'ex brigatista ha avuto un terzo figlio da una donna brasiliana nel 2013 e si è risposato con una cittadina brasiliana nel 2015, tutti fatti che, peraltro, impedirebbero l'estradizione ai sensi dello Statuto dello Straniero vigente nel Paese sudamericano.