19 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Immigrazione

Riace, Salvini contro le toghe rosse: l'Anm non dice niente?

Il ministro dell'Interno replica al comunicato della corrente progressista della magistratura

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ANSA

ROMA - "Osservo quanto accade attorno a Riace: il sindaco è ai domiciliari e invita i giornalisti a casa come se nulla fosse, Magistratura Democratica accusa chi ha messo in dubbio il sistema di accoglienza (e quindi anche il pm), da sinistra attaccano l'inchiesta ma le verifiche del Viminale partirono col governo del Pd. E nessuno richiama il rispetto delle regole o difende il pubblico ministero, nemmeno l'Anm! Si mettano tutti il cuore in pace: con me l'immigrazione di massa non sarà più un affare, la pacchia è finita». Le parole di Matteo Salvini sono durissime, e questa volta il bersaglio è soprattutto la corrente progressista delle toghe, Magistratura democratica, che ieri ha diffuso un comunicato stampa in cui afferma che "il Paese ha intrapreso un nuovo percorso che ci allontana dalla nostra identità costituzionale ed europea, fondata sul primato della persona e dei suoi diritti fondamentali".

Contro la Costituzione
Secondo Mariarosaria Guglielmi e Riccardo De Vito, rispettivamente segretaria generale e presidente di Magistratura democratica, con le vicende delle navi Aquarius e Diciotti, il nostro Paese "ha simbolicamente impresso una forte accelerazione al progetto di chiudersi nelle frontiere "emotive" del rifiuto e della paura, contribuendo al processo di disgregazione dell'Europa unita basato sulla riscoperta della sovranità nazionale e la sacralizzazione dei confini, e relegando chi si trova al di fuori di questi confini ad una umanità di seconda classe». Non solo, ma decretando la fine del "modello di integrazione e di pacifica convivenza rappresentato da Riace, questo percorso prosegue verso il rifiuto dell'idea e del progetto di "comunità" che la nostra Costituzione costruisce sulla forza unificante dei principi di pari dignità, di eguaglianza e di solidarietà".

Assuefazione inconsapevole
I "cambiamenti irreversibili dell'identità democratica" di un Paese e della sua collettività si avviano nell'"assuefazione inconsapevole e silenziosa ai gesti di rottura con i suoi valori fondanti e con il vincolo sociale che nasce dalla loro condivisione", prosegue la nota di Md. "Riteniamo per questo che sia oggi un dovere di tutti far sentire la propria voce e riaffermare il forte senso di appartenenza a quel progetto di società basato sull'eguaglianza emancipatrice e sulla solidarietà fra tutti gli individui che ci ha consegnato la nostra Costituzione", concludono Guglielmi e De Vito.