18 dicembre 2018
Aggiornato 11:34

«La Germania rimanda gli immigrati in Italia». Cosa c'è di vero (oltre gli «scoop»)

Il Pd usa i «movimento secondari» per attaccare il governo. Moavero: «Il problema sono i movimento primari». Salvini: «Ma la Germania ha smentito...»

Foto di repertorio
Foto di repertorio (ANSA / TELENEWS)

ROMA - «Oggi Paolo Valentino, non esattamente uno che parla senza approfondire e verificare, parla di un rimpatrio collettivo a luglio con un volo charter per Milano dalla Germania. Matteo Salvini conferma? Lo voleva tenere nascosto dietro al rumore di tweet e spritz? Siamo curiosi». Il deputato Pd Filippo Sensi, su Twitter, pur di attaccare il governo Conte usa quella che da lì a poco tempo il ministro Salvini ha bollato come una «non notizia». Ma la questione è un'altra: che fine ha fatto «l'accoglienza» della sinistra? Da quando per la sinistra è un problema se un aereo carico di migranti fa ritorno su suolo italiano? Ancora meglio? Che sinistra è una sinistra che usa l'arrivo (o, in questo caso, il ritorno) di un gruppo di migranti per attaccare un governo di destra?

Salvini: «La Germania ha smentito, nessun volo in arrivo»
Poche ore dopo, come detto, il ministro dell'Interno ha smentito lo «scoop» del Corriere della Sera: «Non c'è stato nessun atto formale o informale dalla Germania, nessuna richiesta è arrivata al Ministero dell'Interno, infatti poi hanno smentito dalla Germania» che fossero in partenza per l'Italia voli charter per far rientrare migranti nel nostro Paese. Salvini ha spiegato di aver appreso la circostanza da un giornalista: «Uno si alza la mattina la domenica coi bimbi, ti chiama un giornalista e ti fa': 'allora, dove li mettete i migranti che la ministra tedesca vuole rimandare indietro?'. Cosa?!?!». Salvini, poi, rincara la dose: «Sono rimasto deluso da qualche giornalista italiano, che ha dato una notizia priva di fondamento. Il ministero tedesco ha detto che l'aereo non c'era: l'importante è che per gli italiani non c'erano altri immigrati in arrivo».

Moavero: «Il vero problema sono i movimenti primari»
Sull questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, che da Mosca, a fronte delle voci di un'imminente accelerazione dei respingimenti di migranti dalla Germania all'Italia, ha sottolineato come «prima bisogna affrontare i movimenti primari dei flussi migratori», poi la «questione dei respingimenti come movimenti secondari» previsti «anche in parte ma non in maniera totalmente disciplinata dalle regole di Dublino».

La questione dei movimenti secondari
Moavero ha confermato che tra gli aspetti della questione migratoria recentemente discussi fra Italia e Germania vi sono i cosiddetti «movimenti secondari», ovvero migranti giunti in un Paese Ue, che si sono spostati verso un altro Paese membro senza averne l'autorizzazione. «I Paesi di secondo arrivo ritengono che i migranti debbano tornare nel Paese di primo arrivo, così come previsto in parte, anche se non in maniera totalmente disciplinata, dalle regole di Dublino. Noi crediamo che anche questo segmento della questione migranti debba essere affrontato insieme agli altri», ha detto Moavero. «Se noi non troviamo a livello Ue il modo di affrontare in maniera corretta e appropriata i movimenti primari, di intervenire per ridurre le partenze dai paesi di origine, finiamo con l'essere disequilibrati», ha concluso il capo della Farnesina.

Cosa dicono i regolamenti europei
In ogni caso, anche qualora domani dovesse atterrare un aereo dalla Germania in Italia, incolpare il governo Conte non avrebbe senso. A stabilire come debbano comportarsi gli Stati membri è infatti il Regolamento di Dublino III (604/2013), approvato dal Governo Letta, che definisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide. Il primo regolamento Dublino, nel 2003, era stato firmato invece dal Governo Berlusconi. Il testo prevede che i migranti, una volta rintracciati e identificati in un qualunque Stato dell’Ue, possano essere rimandati indietro nel Paese in cui è avvenuto il primo ingresso in Europa. È a questi paesi, infatti, che spetta sia valutare la domanda d’asilo sia farsi carico dell’accoglienza degli stranieri fino all’esito della procedura.  La prassi che si è consolidata negli ultimi anni tra Italia e Germania – visto che non esiste alcun accordo ratificato a livello politico – prevede che i tedeschi possano rimandare in Italia, ogni mese, un gruppo di massimo 50 'dublinanti' su due aerei.