16 ottobre 2018
Aggiornato 04:00

Così l'Ue vuole distruggere l'agricoltura italiana

Il rischio di un taglio di 3 miliardi di euro non spaventa Matteo Salvini: «Pronti a non firmare il bilancio europeo». E la Lega prepara le barricate
Matteo Salvini al villaggio Coldiretti di Roma
Matteo Salvini al villaggio Coldiretti di Roma (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA - «Si prospetta nel bilancio dell'Unione europea, per i prossimi sette anni, un taglio di più di 3 miliardi di euro all'agricoltura italiana». Ma «il governo italiano non firmerà mai un bilancio con tagli alla nostra agricoltura». Poche parole, ma decisamente chiare, quelle del vice premier Matteo Salvini che, parlando dal palco nel corso della manifestazione della Coldiretti in corso al Circo Massimo a Roma, ha avvertito Bruxelles: «L'agricoltura italiana non sarà sacrificata» e «questo è un impegno del governo». Perché «mi sta a cuore lo spread perché incide sui risparmi e sui mutui degli italiani» ha proseguito Salvini «ma più dello spread mi sta a cuore ogni azienda agricola di questo Paese».

I tagli dell'Ue
In seguito al taglio di bilancio proposto sulla politica agricola Ue l'Italia potrebbe infatti perdere circa 2,7 miliardi a prezzi correnti, il 6,9% in meno rispetto all'attuale periodo di programmazione. Nel periodo finanziario 2021-2027 all'Italia dovrebbero andare 24,9 miliardi in pagamenti diretti, 8,9 miliardi per lo sviluppo rurale e 2,5 miliardi per le misure di mercato. La bozza di politica comune prevede inoltre un taglio agli aiuti diretti con un tetto a 100mila euro, più poteri e responsabilità agli Stati e il 40% del bilancio dedicato alle azioni.

Centinaio: «L'agricoltura non si tocca»
E allora perché, nei capitoli dedicati al settore primario contenuti nella manovra, non c'è traccia dell'agricoltura? Semplice, ha risposto il Ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaioa margine dell'inaugurazione della manifestazione della Coldiretti: «Di agricoltura nel Def non se ne parla perché non si tocca, non si taglia niente». Perché «riuscire a tenere quello che abbiamo per me è fondamentale in un momento in cui si parla di tagli, sembra di essere in sartoria», ha poi spiegato. 

Verso l'agricoltura 4.0
«Almeno per quest'anno» ha poi continuato Centinaio «ho chiesto al presidente Conte e al ministro Tria di non toccare nulla su agriturismo e agricoltura; ci serve proseguire un lavoro di programmazione che è stato fatto già negli anni scorsi senza smantellare e per crescere poco per volta». Secondo il ministro, le priorità di lavoro per il settore sono l'agricoltura 4.0, il reddito agli agricoltori, la sostenibilità all'agricoltura, favorire l'abbinamento agricoltura e turismo. «Non sto chiedendo la Luna - conclude Centinaio - contrariamente ad altri colleghi».